Sambuco delle tre Dee

Dolce corno d’abbondanza,
Nutrendo il tuo intero essere,
Metti radici nel cuore,
Raggiungi l’anima,
La tocchi con modestia.
Aiutaci a trovare il benefattore dentro di noi,
Che può nutrire e guarire gli altri
Attingendo a una fonte perenne di felicità.
MYRDDN mezzo elfo

Conosciuto anche con il nome di Ellhorn, Elderberry, Lady Elder. Dedicato ai culti misterici della Dama Bianca e alla festa del solstizio d’estate. I Druidi lo usavano per consacrare e maledire. Può essere posizionato sotto al più vecchio albero durante la festa del solstizio d’estate, oppure vicino al cerchio di funghi delle Fate, può aiutare a vedere il “Piccolo Popolo”.

E’ il legno più antico utilizzato per costruire le bacchette magiche, dal quale il sambuco prende anche il nome volgare inglese Lady Elder. Le bacchette magiche di Sambuco possono essere utilizzate per allontanare gli spiriti maligni o qualsiasi pensiero malvagio. I rami di questo arbusto venivano anche utilizzati come flauto e la sua musica aveva lo stesso potere di una bacchetta magica.

E’ l’albero della Grande Dea, che nel nord era conosciuta come Holla. L ‘antico nome dell’albero in antico alto tedesco, holun tar, significa “l’albero di Holla”. Questa è presente nella favola della ‘Signora Holla’ (raccolta dai fratelli Grimm), dove rappresenta I’archetipo della buona saggia madre. Holla è la dea madre nel suo aspetto curativo e nutritivo. Dappertutto il sambuco è stato considerato come la dimora del buon spirito della casa, l’invisibile guardiano della casa e della fattoria. 

* La tradizione germanica ci ha consegnato un’idea molto suggestiva e inquietante della pianta del Sambuco. In germania si chiama Holunder (simile nella fonia all’inglese “elder”) poichè sacro ad una fata del folklore tedesco, Holda o Hulda, raffiguarnte una giovane donna con la chioma dorata che abitava proprio nei sambuchi vicini a rivi, corsi d’acqua, pozze, fonti. Ma anche altri esseri fatati, come coboldi, vivevano nel midollo del sambuco.

Sembra che questo personaggio mitologico sia riconducibile alla Fraü Holle dei fratelli Grimm, e più indietro ancora, ad un non chiaramente identificato personaggio femminile della fertilità, della morte e della rinascita. Difatti Fraü Holle/Hulda/Holda è di volta in volta rappresentata come una donna molto brutta (come la Befana, simbolo dell’anno vecchio, morente), o come una giovane donna di aspetto quasi mariano, simbolo di fertilità e di godimento dei frutti del lavoro nei campi.
Quando accade questa dicotomia nelle raffigurazioni di un personaggio, si può a ben diritto pensare che l’origine sia molto antica, di sicuro pre-ellenica e di provenienza non “italica”, quasi certamente medio-orientale. Ogni folklore ha poi rivestito questo personaggio con le sembianze che gli erano più congeniali. Il fatto poi che il culto si sia sviluppato in Germania ha fatto sì che alla figura venisse associato l’enorme compagine di fate e folletti della tradizione medievale mitteleuropea.

Il sambuco era sacro e non si osava sradicarlo, se si voleva raccogliere del legno si doveva chiedere in prestito e poi riportarlo, o eseguire un piccolo rito di preghiere. Questo è un punto che ritorna per numerose piante magiche.
Mi sembra importante segnalare che le virtù del sambuco venivano contate fino a sette: germogli per le nevralgie, foglie per la cute, fiori per una tisana, bacche per i polmoni, corteccia per l’intestino e gli occhi, radice per la diuresi, midollo antinfiammatorio.
Sette è un numero magico, lunare, poiché in quattro cicli di sette giorni si divide il mese lunare. Pianta lunare, pianta femminile, dunque. Forse per questo Brian Froud interpreta lo spirito del sambuco come una vecchia strega dallo sguardo malevolo.

Giuseppe Pitrè diceva che bacchette di sambuco hanno il potere di uccidere i serpenti. Il sambuco era molto usato nelle cerimonie e i riti di festeggiamento di Santa Rosalia.

La bacchetta di sambuco più nota è senza dubbio quella di Harry Potter e i doni della Morte, ricevuta dal primo fratello.

Da un sito specializzato su Harry Potter cito:

Sambuco:
Legno molto raro che dà bacchette potentissime, difficili da dominare e che difficilmente si legano ad un padrone se questi non è superiore a loro in quanto a magia.
Molti fabbricanti non lavorano questo legno perché è difficile venderlo poiché richiede un possessore davvero unico e speciale; quando la rara accoppiata riesce bene si è in presenza di un proprietario dal destino speciale. Spesso chi possiede questa bacchetta è molto affine a chi ne possiede una di Sorbo
.

Nel calendario arboreo celtico il sambuco rappresenta il tredicesimo mese lunare, che si conclude nei giorni del solstizio d’inverno (il nostro Natale), probabilmente perchè il sambuco conserva i frutti fino all’inverno. Il numero 13 è sempre stato ambiguo, poichè simboleggia la morte ma anche la resurrezione, un rito di passaggio, di rigenerazione. Nella tradizione cristiana infatti il sambuco presiedeva ai riti di morte. Sul capo del morto veniva posta una corona di fiori, foglie, frutti, anche solo di rami di sambuco, a seconda della stagione.
In Inghilterra ha valenza negativa: bruciare sambuco significa portarsi il diavolo in casa (ecco l’avversione anglosassone per il numero 13…). Si sconsigliava di fare culle di legno di sambuco poichè gli gnomi che vi albergavano avrebbero dato fastidio al neonato.
In alcuni racconti il sambuco non è un albero in cui vive una fata, ma una fata stessa trasformata in albero.

Tornando alla germania, il flauto magico era un bastoncino di sambuco privato del midollo, che doveva essere tagliato in un luogo dove non si udisse mai il canto del gallo, poichè il suono sarebbe diventato roco.
Nell’opera di Mozart, il flauto dato a Tamino per sconfiggere la malasorte, è d’oro, non di sambuco. Ma la celeberrima aria che tutti ricordiamo si intitola Der Holle Rache, cioè “la vendetta di Holle”. Che Holle sia proprio la Regina della Notte?

Pianta inquietante, il sambuco riassume in se sia credenze benevole che infauste. Lo si è chiamato “farmacia degli Dei” e sette volte il contadino si inchinava davanti all’albero perché sette sono i doni che si ricavano dai germogli, dai fiori, dalle foglie, dalle bacche, dal midollo, dalla corteccia e dalle radici del sambuco.

Innumerevoli usanze nel XVIII e nel XIX Secolo mantenevano ancora l’antica credenza nel potere protettivo del sambuco. La bontà di quest’albero era certamente apprezzata dalle persone che lo conoscevano. Gli Scozzesi lasciavano dolci e latte alla sua ombra, gli Svedesi gli offrivano del latte e i Prussiani pane e birra. 
Gli Svedesi dicono che nelle notti di mezza estate, sotto un cespuglio di sambuco si possono vedere passare il re degli elfi e la sua corte. 

Di solito le tradizioni e le favole riflettono la nozione che il sambuco è una porta di accesso al mondo sotterraneo degli spiriti della terra, poiché la “Signora Holda” non è solo Bertha, o Perchtha, “la splendente, la brillante”, ma anche una dea del mondo sotterraneo, il sambuco è anche il guardiano della porta della morte. 

Gli antichi Frisoni seppellivano i loro morti sotto alberi di sambuco, e molte culture ancora usano questo albero per i riti di sepoltura. I Tirolesi portano una Croce di legno di sambuco davanti alla bara, e poi la piantano sulla tomba.

L’antica immagine dell’incredibile potere e della grazia del sambuco è perfettamente conservata in un ‘usanza russa: le malattie mortali erano personificate dalle “Dodici Vergini” (a volte nove) che arrivavano attraverso l’oceano, salivano la montagna sacra e ottenevano dai “Tre Sambuchi anziani” la conferma che ogni essere vivente sotto il cielo è soggetto alla morte. Questa storia veniva cantata dalle donne del villaggio, se questo veniva minacciato da un’epidemia, mentre tracciavano con l’aratro un solco attorno all’abitato per proteggerlo dagli spiriti del male.

In questi calderoni bollenti
Brucia con un fuoco inestinguibile 
(acceso dalle Dodici vergini)
Ogni vita sotto il cielo.
Attorno ai calderoni bollenti
Ci sono i vecchi sambuchi.
I vecchi sambuchi cantano
Cantano la vita, la morte,
Tutta la razza degli uomini.
I vecchi sambuchi donano
Lunga vita a tutto il mondo,
Ma all’altro, la morte cattiva,
I vecchi sambuchi comandano
Un viaggio lungo e lontano.
I vecchi sambuchi promettono
Vita eterna
All’intera razza degli Uomini.

Questa canzone ( o formula magica?) russa difficilmente potrebbe essere più chiara. Invoca la pietà delle tre Grandi Dee, chiede una vita lunga e piena di salute. Il sambuco è la mano, l ‘orecchio e la bocca della protettrice degli esseri viventi. La Madre-sambuco ci porta anche sulla soglia della morte, dove allevierà la nostra paura dell’ignoto e ci accompagnerà-gentilmente verso il tunnel di luce. Lì passerà la custodia dell’anima alla betulla, guardiano della soglia e angelo custode della nascita.

I SAMBUCHI NELLA STORIA…!
Venivano piantati intorno alle fortezze, ai monasteri e ai masi di montagna perché si diceva proteggessero dai serpi, mali e malie ed erano protettori delle famiglie. Gli elfi si rifugiavano nei cespugli di sambuco e nelle leggende germaniche il flauto magico era un suo ramoscello.

Nel calendario arboreo dei Celti, il sambuco rappresenta il tredicesimo mese lunare che si conclude nei giorni del solstizio invernale, poiché esso conserva i suoi frutti fino a dicembre. Il 13 è un numero ambiguo che simboleggia il passaggio, il rinnovamento ciclico, la rigenerazione: rigenerazione che comporta anche la morte nel perenne ciclo di trasformazione e rinnovamento, tanto che nella tradizione cristiana il sambuco presidiava un tempo ai riti di morte. Tuttavia questa pianta ha talvolta una valenza negativa. In Inghilterra bruciare il sambuco “porta il diavolo in casa”. Secondo una credenza contadina inglese, Giuda si impiccò ad un ramo di sambuco e da allora le sue bacche divennero amare ed immangiabili.
Si favoleggiava persino che non si trattava di un alberello qualsiasi ma addirittura di una strega nelle sembianze di una pianta.

Il sambuco e il tiglio sono due alberi noti per il fatto che ogni loro parte è utile all’uomo: radici, foglie, fiori e frutti sono i due grandi alberi curativi dei climi temperati. Le bacche del sambuco sono ricche di vitamina e rinforzano il sistema immunitario. Maturano prima delle ondate di influenza e raffreddore dell’autunno, e possono essere conservate sotto forma di succo, sciroppo o marmellata. Il succo caldo di sambuco è un’ottima profilassi, ed è anche antisettico. Per prepararlo le bacche vengono cotte per pochi minuti, poi schiacciate e filtrate. La bevanda calda si può addolcire con del miele.

Anche i fiori si usano per il raffreddore (come infuso si usano 1-2 cucchiaini per tazza d ‘acqua) perché sono sudoriferi, febbrifughi e rilassanti. Le frittelle di sambuco (un piatto tradizionale del solstizio d’estate), però, non fanno sudare, sono solamente saporite. Preparate un impasto normale, e prima di metterlo in padella, immergetevi la testa di un fiore. Friggete lentamente mentre l’aroma del sambuco permea l’intero dolce. Anche i fiori si possono mangiare, dopo aver tolto però gli steli.

Testi * tratti https://giardinaggioirregolare.com/

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