Uomo verde

Capace di donare la fertilità della foresta e delle piante alle donne e al bestiame, l’Uomo Verde è il consorte della Dea madre e si occupa della fioritura della primavera e dell’estate, del rigoglio della terra. Il volto e i lineamenti dell’Uomo Verde sono formati da foglie e rampicanti. Trae il vigore dalla terra stessa e rappresenta il ruolo maschile nell’unione sessuale, nella fertilità e nella fioritura della vita e del talento degli uomini. Rappresenta l’innocenza, il procedere senza difficoltà e il successo, soprattutto nell’intraprendere nuove attività.

In tutta la storia celtica, la dea madre ha diversi consorti. Spesso dee e dei, come Nantosuelta e Sucellus e come Rosmerta e Mercurio, formano coppie di amanti o di sposi divini . E l’Uomo Verde è un giovane sposo dalle precoce sessualità che porta fertilità dovunque vada.

La virilità del dio cornuto Cernunno e quella dell’Uomo Verde sono strettamente collegate, al punto che l’Uomo Verde può essere considerato una variante di Cernunno. Già dalle più antiche testimonianze lasciate dai Celti, è chiaro che Cernunno governa la foresta, e porta le corna ramificate di un cervo. La sua immagine è forte e potente, e assicura la fertilità della natura nella vita umana. In modo non dissimile, in un’incisione rinvenuta in Germania nota come la colonna di san Goar, la vegetazione cresce dalla testa dell’Uomo Verde e forma la sua barba. Sul bacile di GundeStrup, la testa di un uomo è coperta di capelli stilizzati formati da foglie intrecciate. Come in moltissime altre immagini : celtiche, il potere risiede nella testa.

Nelle rappresentazioni dell’Uomo Verde, che adornano le chiese e le cattedrali europee, la sua testa e soprattutto i suoi capelli, la sua barba e i suoi baffi sono formati da un insieme di foglie, rami e rampicanti. Talvolta dalla bocca gli spuntano lunghe foglie, fino a formare enormi baffi o una lunghissima barba; oppure viticci, a volte con grappoli d’uva, gli germogliano dagli angoli della bocca e ne incorniciano la testa amo di capelli e barba stilizzati. Una folta massa di foglie gli circonda il capo. La sua immagine sulle facciate e all’interno delle chiese combina abilmente la maschera vegetale dell’Uomo Verde con i personaggi dei vangeli cristiani.

Per lo più nascoste alla vista dal basso, le teste dell’Uomo Verde osservano addolorate il Cristo crocifisso sottostante. In un’incisione romanica proveniente da Exeter, la Vergine Maria tiene tra le braccia il bambino sostenuta dalla testa ricoperta di foglie di un Uomo Verde dagli occhi chiusi, come in un’invocazione senza tempo. In contrasto con la sottile iconografia di fertilità dell’arte cristiana, quella esplicita e sessuale di un giovane sposo viene orgogliosamente sfoggiata nei miti e nelle leggende irlandesi.

Come la terra stessa, le leggende irlandesi sono ricche e umide di giovane sessualità. Per esempio, il poema epico irlandese Tàin Mo Cualinge (La Razzia del Castello di Cooley) abbonda di un allegro umorismo a sfondo sessuale. In qualità di sovrana responsabile, la regina Medb (spesso considerata la personificazione di una dea dato che le tribù celtiche non avevano necessariamente delle regine) mette alla prova il vigore dei suoi molti consorti. Durante il loro incontro nei boschi, Fergus non si dimostra all’altezza delle aspettative di Medb e “perde la sua spada”.

Allo stesso modo, Imbolc, la festa di santa Brigida celebrata il primo febbraio, è contraddistinta da sfumature sessuali, retaggio di una più antica tradizione contadina che collegava la fertilità dei raccolti, del bestiame e degli uomini. Secondo il folklore, l’uomo di casa entra nella sua abitazione in nome di Brigit e “coloro che sono dentro… si inginocchiano, aprono gli occhi e lasciano entrare Brigit”, un riferimento apertamente sessuale agli accoppiamenti rituali di Imbolc intesi a evocare la benedizione della dea per la casa e la fecondità.

L’immagine fertile e vigorosa dell’Uomo Verde è continuata dai Ragazzi di Paglia irlandesi, “giovani mascherati con costumi di paglia che benedicono e rallegrano con la loro presenza i banchetti di nozze dei matrimoni nelle campagne irlandesi”.

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