Samhain story

L’ultimo raccolto. La terra si spoglia completamente, e si prepara alla morte dell’inverno.  Sulla Calenda e’ stato scritto molto, perché significa  molto, vediamo di dire le cose essenziali.            

Il termine “Calenda” ha una radice piuttosto nota, indica un momento , un giorno, che viene usato come riferimento, come inizio per il calendario. Questo giorno, che gli anglosassoni chiamano Samhain e che viene festeggiato come Halloween, segna in effetti la fine e l’inizio dell’anno magico, ovvero dell’anno naturale.

E’ tra le nostre feste quella che riteniamo più importante, perché rappresenta tutta la nostra filosofia. “Noi siamo esseri semplici con credenze semplici. Adoriamo il Sole, la Luna e le stelle per il loro splendore lucente. Crediamo nel fuoco per il suo calore improvviso; e anche nell’acqua e nella terra perché nutrono tutte le cose…”
La filosofia elfica si basa su dei ritmi, una filosofia che ci porta ad abolire il concetto di bene e di male a favore del concetto di ciclo,di insieme delle due cose, entrambe necessarie, perché i mondi esistano. Non più quindi bene e male, ma solo inverno ed estate, luce e buio, entrambi necessari perché tutto continui.

Questo giorno rappresenta la fine di un ciclo, e quindi contemporaneamente l’inizio. Esso rappresenta i due momenti più magici della vita di una persona, la nascita, perché Samhain e’ l’inizio dell’anno, e la morte, perché la Calenda e’ anche la fine dell’anno vecchio.

Ecco, questo giorno e’ anche quello che ci separa dal caos, perché grazie alla Calenda sappiamo in che punto dell’anno ci troviamo, grazie ad essa sappiamo quando tutto ha origine e quando tutto ha fine. Si tratta di una festa dei fuochi, perché in molti paesi viene bruciato tutto quanto resta, dai rami di potatura,  per gli alberi che devono iniziare il sonno dell’inverno, alle ultime sterpaglie dei campi. E’ un momento importante, perché in questa fase la morte si congiunge con la vita, gli esseri di luce con gli umani.

In questa festa ci si abbandona  al canto, al ballo, alla magia, tutto e’ permesso quando i mondi si incontrano, quando l’inizio e la  fine si toccano. In questa festa il potere magico impregna l’aria, gli spiriti elfici sono presenti intorno a noi, ogni cosa di magico faremo avrà la loro protezione, potremo anche parlare con loro se vorremo, potremmo chiedere la loro protezione per il nuovo anno, potremo chiedere fertilità e gioia, perché tutto e’ finito ma tutto sta iniziando, e coloro che hanno  varcato la soglia del passato faranno da radice al futuro.

La Calenda si celebra con una festa, una evocazione di ringraziamento per ciò che si e’ avuto, poiché è tempo anche di fare il bilancio dell’anno, ma anche una festa di auspicio per ciò che ci aspetta. Si e’ felici per ciò che si ha avuto e si confidano agli esseri fatati le speranze per ciò  che si potrebbe avere. Potrei parlare ancora per pagine e pagine di questa festa, che è stata la prima che ho celebrato ma continuerei a dire cose che tutti sentono nel profondo…..che bisogno c’e’? Piuttosto, ballate, ridete e mangiate, che cosa state aspettando? La prossima Calenda?

«Carne, birra, noci, salsicciotto, è quanto spetta a Samain, fuoco da campo gioioso sulla collina, latte burrificato, pane e burro fresco».

Fortunatamente, questo non è l’unico documento di cui disponiamo, poiché di Samhain si parla in numerosi testi. Abbiamo anche, e ciò ne attesta l’importanza, l’equivalente gallico del nome irlandese nel calendario di Coligny: Samonios. Samhain è nel contempo, secondo un’etimologia esatta e simbolica, una «riunione» e la «fine o il riepilogo dell’ estate». Tuttavia, nonostante il rapporto analogico che intercorre tra Samhain e il termine designante l’estate (sam), non v’è dubbio alcuno riguardo alla datazione al primo di novembre. In irlandese moderno il mese di novembre si chiama ancora Samhain .Tutto ciò trova conferma nella triplice definizione data dal Glossario di Cormac:

– Cetsoman «primo di maggio», cetsamain «primo avvio della stagione estiva»;  

– Samrad «estate», ebraico sam, latino sol, donde si dice samson soleorum; quindi samrad è il percorso (rad) compiuto dal sole quando la sua altezza e il suo calore sono più  gradevoli

– Samfuin «declino dell’estate, morte dell’estate».

In base a tale definizione etimologica, il termine indicante il primo di maggio è significativo: appartiene a Samhain, è intrinsecamente «samhain ogni giorno compreso tra il primo di maggio, che segna l’inizio della stagione calda, e il primo di novembre, che ne segna la fine. L ‘etimologia è errata, ma la spiegazione proposta al riguardo risolve definitivamente il problema della data della festa nel calendario. Inoltre, si può, a buon diritto, vedere in Samhain la più importante tra le feste irlandesi e celtiche.

In primo luogo ciò è provato dal fatto che proprio a Samhain accadono quasi inevitabilmente tutti gli avvenimenti mitici o epici a noi noti.Nel fondamentale racconto della Seconda Battaglia di Mag Tured il Dagda incontra la Morrigan, o dea della guerra – che è anche sua moglie -, a Samain e in tale occasione ella gli promette di venire in aiuto ai Tuatha De Danann:

ll Dagda aveva una dimora a Glenn Etin nel nord. Ma quell’anno egli doveva incontrarsi con una donna alla festa di Samain, quando si sarebbe combattuta la battaglia, presso Glenn Etin. A sud di tale luogo rimbomba il fiume Unius del Connaught. Egli vide la donna nell’Unius, nel Corann, mentre si lavava, con un piede a Allod Echae, cioè Echumech, davanti all’acqua, a sud, e l’altro piede a Loscuinn, davanti all’acqua, a nord. Ella portava nove trecce sciolte sulla testa. Il Dagda le parlò ed essi si unirono.

Samain è anche il momento in cui lo stato maggiore dei Tuatha De Danann si riunisce al completo per preparare la lotta decisiva contro i Fomoire; gli eventi decorrono da una festa di Samain a quella successiva. Nell’ottica mitica essi sono ininterrotti, giacche, rispetto a loro, tutto quanto soggiace al tempo passa sotto silenzio e non esiste:

«Mancava una settimana a Samhain e ognuno si separò dagli altri fino a che tutti gli uomini d’Irlanda non si sarebbero nuovamente incontrati alla vigilia di Samhain. Il loro numero ammontava a centottanta centinaia, cioè sessanta centinaia in ciascun terzo.  Analogo è, ancora, il caso degli avvenimenti che costellano la malattia di Cuchulainn: il giovane eroe, dopo aver ferito, un giorno di Samhain , due messaggere del sid recatesi presso di lui sotto forma di uccelli, si è addormentato. Le messaggere, riprese sembianze umane, lo frustano crudelmente ed egli cade ammalato. Viene portato a casa «ed egli restò là fine alla fine dell’anno senza parlare a nessuno.

UN PO’ DI STORIA…*
Samhain, capodanno celtico, è passaggio, soglia, conclusione e inizio.
E’ conclusa la stagione del verde e inizia la vita del seme, il suo tempo nella terra prima della sua futura vita di pianta.
Samhain è il tempo dell’ultimo raccolto, degli ultimi frutti, i più dolci e ricchi che ci sosterranno nel lungo inverno.
Ed è l’inizio dell’attesa, del tempo interiore della preparazione, del buio. Il tempo in cui i semi dimorano nella terra quieta.
E’ il buio da cui tutto ha inizio, il silenzio da cui sorgerà la prima vibrazione, quel vuoto iniziale che deve essere, perché possa compiersi la nascita.
Tempo prezioso e necessario. Tempo di riposo e di ascolto silenzioso.
Soglia di questo passaggio, del limitare tra vita, morte e vita, Samhain è porta aperta fra le dimensioni del tempo e delle esistenze.
Custode di questa soglia è Ecate, antica dea che ne detiene le chiavi.

Nella danza della vita, Samhain è per noi il tempo del ritiro, dell’interiorità, l’occasione di andare nelle profondità del nostro essere. Per farlo, abbiamo bisogno di spogliarci di ciò che è esteriore, di lasciar andare quegli attaccamenti e aspetti di noi che non appartengono alla nostra essenza. E’ l’inizio del tempo in cui stiamo con noi stessiper ritrovare il nostro nucleo prima di riaffacciarci di nuovo al mondo.

Samhain è quindi il tempo in cui il semestre scuro comincia. È la fine del ciclo agricolo e della raccolta finale. Qualunque cosa lasciato nei campi dopo Samhain, è proibito raccoglierlo poichè ora appartiene agli spiriti della natura. È giunto il tempo di prepararsi per l’oscurità che verrà. È tempo di concludere qualsiasi commercio non finito in estate, è tempo di saldare i debiti e i crediti ed eventualmente di riscuotere gli interessi.
È una delle due ” notti degli spiriti “, l’altra è Beltaine. È quando il velo fra i mondi si assottiglia e la comunicazione fra noi e le anime erranti dei morti si fa più facile. I fatati e gli spiriti sono particolarmente attivi in questa notte.
Si hanno le visioni e si traggono gli auspici e si fanno le divinazioni.
È egualmente uno dei tanti momenti di onorare e ospitare gli antenati morti.
Le preghiere e gli alimenti sono lasciati sui gradini della porta ed i portelli degli altari sono lasciati aperti e le sedie supplementari sono messe fuori. I focolari sono puliti ed i focolari domestici sono riaccesi da un falò comune sacro che è acceso per sfregamento. La Dea Il dio e la dea patroni di questa festa sono il Dagda ed la Morrigan.

Samhain celtico
Con Beltain è la festa più importante. In queste due feste si pensava che le porte del annwn (regno degli spiriti) e sidhe (regno delle fate) fossero aperte.
A Samhain si celebrava il Capodanno celtico, e poichè il freddo era dominio di Cailleach, i rituali riguardavano il mondo dei morti, attraverso divinazione e narrazione di storie.
A Samhain (sam + fuin =” fine dell’estate” ma usato nell’accezione di “riunione”) ogni fuoco viene spento e riacceso solo il giorno successivo.
In verità non esistono testimonianze archeologiche o letterarie per poter affermare esattamente se Samhain indicasse solamente un periodo dell’anno o fosse una divinità. A favore della prima ipotesi vi è il fatto che esistevano altre divinità celtiche con un ruolo simile: per esempio per i Britanni il Dio della Morte era Gwynn ap Nudd, per i Gallesi Arawn, ma gli Irlandesi pare che non avessero tale divinità.
In questo giorno, spiriti e creature fatate invitano i mortali a trascorrere insieme un anno sulla collina delle delizie insieme a loro; in senso inverso agiscono i druidi, che scrivono messaggi per i defunti e li affidano al fuoco. Con il cibo e le bevande dell’aldilà, vino, birra e idromele, si banchetta per tutta la durata della festa, che si svolge da un minimo di 3 giorni a un massimo di 6 settimane, fra riunioni, battaglie, profezie, incantesimi e sacrifici rituali, in onore del dio della fertilità Dagda e della sua sposa Morrighan.
Nel racconto celtico “The Wasting Sickness of Cuchulainn” (“La Devastante Malattia di Cuchulainn”), la festa del Samhain viene celebrata per un totale di 7 giorni, di cui 3 antecedenti e 3 successivi alla notte di festa.
Una leggenda irlandese riferisce che tutte le persone morte l’anno precedente tornassero sulla terra in cerca di nuovi corpi da possedere per l’anno prossimo venturo. Così nei villaggi si spegnava ogni focolare per evitare che gli spiriti maligni soggiornassero nel villaggio: il rito consisteva appunto nello spegnere il Fuoco Sacro sull’altare e riaccendere il Nuovo Fuoco il mattino seguente. Questo simbolizzava l’arrivo del Nuovo Anno. Quando il mattino giungeva, i Druidi portavano le ceneri ardenti del fuoco presso ogni famiglia che provvedeva a riaccendere il focolare domestico. Probabilmente la migliore spiegazione del motivo che spingeva i Celti a spegnere il fuoco non era quello di scoraggiare gli spiriti maligni, bensì questa usanza nasceva dal fatto che tutte le tribù celtiche dovevano riaccendere il fuoco da una sorgente comune, il Sacro Fuoco Druidico che era lasciato bruciare nel Mezzo dell’Irlanda a Usinach (secondo altre fonti a Tlachtga,a 12 miglia dalla sacra collina di Tara).
Le bestie venivano radunate e rinchiuse in recinti per svernare Ciascun gruppo di famiglie (clan) si recava in un villaggio più piccolo e riparato per svernare. Il villaggio vero e proprio si separava, e si sarebbe riunito solo a Beltaine. Il clima era sfavorevole a qualsiasi festa pubblica, e per di più nella notte di Samhain i morti e gli spiriti tornavano sulla terra. Nessuno osava avventurarsi fuori dalla propria abitazione. Non c’erano dunque rituali comunitari o feste gaudenti pubbliche (notturne) come invece spesso si è portati a credere. Solo i druidi si riunivano nelle antiche radure delle Selve Sacre o fra i megaliti sparsi lungo i ley, le linee in cui scorreva l’energia della Terra, e lì celebravano solennemente l’Inizio del Nuovo Anno.
Ma vi sono altre usanze di cui parlano fiabe e leggende.
La tradizione popolare riferisce che la notte di Samhain si praticavano dei riti divinatori che riguardavano previsione del tempo, matrimoni e la fortuna per l’anno venturo.
Vi erano due riti: quello dell’immersione delle mele e quello dello sbucciare la mela.
L’immersione delle mele era una divinazione per un matrimonio: la prima persona che mordeva una mela si sarebbe sposata l’anno seguente.
Sbucciare la mela era una divinazione sulla durata della vita. Più lungo era il pezzo di mela sbucciato senza romperlo, più lunga sarebbe stata la vita di chi la sbucciava.
In Scozia la notte di Samhain le persone seppellivano delle pietre nella terra e vengono ricoperte di cenere e vengono lasciate indisturbate. Al mattino se una pietra era stata smossa, significava che la persona che l’aveva seppellita sarebbe morta entro la fine dell’anno.
In Irlanda è tipico, in tutte le famiglie, preparare il cosiddetto colcannon, piatto tipico di questa ricorrenza. Il nome deriva dall’irlandese e significa “cavolo chiazzato”: è una ricetta fatta con purè di patate, cavolo tritato e cipolla, servito caldo con molto burro. Solitamente al suo interno si nascondeva una moneta ed il fortunato che la trovava aveva il privilegio di poterla tenere.
Molti importanti eventi mitologici si dice siano accaduti in questo giorno. Fu a Samhain che i Nemediani presero la terribile Tower of Glass costruita dai perfidi Formoriani; che i Tuatha De Danann piu’ tardi sconfissero una volta per tutte; quando Pwyll vinse sua moglie Rhiannon da Gwawl; e fu sempre a Samhain che molti altri eventi accaddero nella mitologia Celtica .
Come accadde con gli elementi ‘pagani’ del cristianesimo, anche alcune feste celtiche passarono nella cultura cristiana, dopo che i romani sottomisero i Celti, e quando, più tardi, la Roma cattolica cercò di convertire i celti pagani. Divenne però chiaro alla Chiesa che i Celti, nonostante la loro apparente sottomissione alla cultura cristiana, continuavano ad aderire testardamente ad alcuni elementi del loro vecchio credo.
Cosi’, all’incirca nel settimo secolo D.C., la Chiesa spostò il giorno di Ognissanti, una festa che onorava il martirio dei primi cristiani, da maggio al primo novembre, in modo da unirla agli antichi rituali druidici del 31 ottobre. Non solo, la Chiesa assegnò anche dei nuovi significati cristiani a molti dei simboli residui associati al Samhain. Nel decimo secolo D.C., si consolidò così la tradizione di celebrare il giorno di Ognissanti durante i riti di inizio dell’autunno. In questa giornata si onoravano tutti i morti, non solo i primi santi cristiani, rinforzando così l’associazione con le celebrazioni celtiche di una stagione dell’anno infestata dagli spiriti. Con il passare del tempo questi spiriti, che una volta venivano ritenuti selvaggi e potenti, assunsero un connotato nettamente diabolico e malvagio. La chiesa affermava infatti che gli dei e le dee e tutti gli altri esseri soprannaturali delle religioni antiche fossero di impronta diabolica, che le forze spirituali con cui le persone venivano in contatto erano vere, ma che costituivano delle manifestazioni del diavolo, principe della beffa, che conduceva l’uomo verso l’adorazione di falsi idoli. Così, durante le celebrazioni per Halloween, apparvero rappresentazioni di fantasmi, scheletri, simboli della morte, del diavolo e di altre creature maligne, come le streghe.

Halloween
E’ certo che questa esportazione abbia fatto perdere il carattere e l’essenza vera e propria di questa festa, ma sta di fatto che in America ed in Europa la notte di Halloween viene rivisitata come la “notte delle streghe e dei fantasmi”. Una sorta di party celebrativo per le creature e gli esseri soprannaturali e diabolici.
Attenzione, dunque, agli incontri notturni con mostri e folletti. Il loro leader indiscusso è sicuramente Jack O’Lantern, uno spiritello burlone che da due millenni, di notte, appare sulla Terra illuminandosi la strada con una candela ricevuta in dono dal diavolo.
Affinché la candela non si spenga, Jack la nasconde dentro una zucca vuota. Quella stessa zucca che, con il passare del tempo, è divenuta il simbolo di Halloween in tutto il mondo.
Ma anche nel nord Italia fino alla fine degli anni ’50 si usava mettere lumini in zucche svuotate, raccontare storie di fantasmi ed accendere falò al di fuori di qualsiasi celebrazione cattolica.
Ma da dove deriva la leggenda di Jack O’Lantern? Jack O’Lantern (conosciuto anche come Lantern Man, Hob’ O Lantern, Fox Fire, Corpse Candle Will O’ The Wisp, o semplicemente Will) nasce da una leggenda irlandese che parla di un imbranato (“Ne’er-do-well” = Non ne combino una giusta) chiamato Stingy Jack. Quest’uomo, noto giocatore d’azzardo e bevitore, durante una notte di Halloween invita il Diavolo a bere con lui nella sua casa. Dopo la bevuta escono nella notte e Jack, sempre in cerca di scommesse, sfida il diavolo affermando che non sarebbe riuscito ad arrampicarsi su un albero. Il Diavolo, sorridendo, salì sull’albero con facilità, e Jack incise una croce sulla corteccia. A questo punto il Demonio era in trappola a causa del simbolo sacro, e Jack gli propose un patto: il Diavolo, se voleva poter tornare a terra, doveva promettere di non tentarlo più: solo allora avrebbe tolto la croce dall’albero. Il Diavolo accettò. Quando, anni dopo, Jack morì le porte del Paradiso gli furono negate a cause dei suoi vizi. Jack si diesse allora verso l’inferno, ma il Diavolo gli impedì l’accesso per vendicarsi del tiro mancino che gli aveva giocato, ma gli diede un tizzone ardente per illuminare il suo cammino nell’oscurità. Jack mise il tizzone in una rapa (o cipolla) svuotata per farlo durare più a lungo, e prese a vagare nell’oscurità. Ogni notte di Halloween, quando le porte dell’Oltretomba si aprono, Jack torna a passeggiare in questo mondo con la sua brace ardente.
Quando agli inizi del secolo ci fu la carestia delle patate in Irlanda, molti Irlandesi immigrarono in America, e portarono con loro le loro antiche tradizioni che risalivano ai tempi dei Celti. In America trovarono le zucche che si adattavano meglio ad essere intagliate rispetto alle cipolle. Da quel momento è nata la tradizionale Zucca di Halloween o appunto Jack O’ Lantern.


Celebrare Samhain
In questo periodo cominciano gli oscuri, freddi giorni invernali.
Nelle campagne c’è poco lavoro da fare, le foglie cadono dagli alberi e i giorni si accorciano sensibilmente. I poteri naturali della crescita e della luce declinano ed entrano nel loro lungo sonno invernale. Anche gli animali si preparano al letargo.
Come loro anche noi dovremmo rallentare le nostre attività e passare più tempo in casa. Se si ha un caminetto in casa è bello accalcarci intorno al fuoco insieme ai nostri amici e raccontare storie.
Approfittiamo di questo periodo dell’anno, in cui la Natura muore apparentemente, ritirandosi in se stessa come i semi si ritirano nel terreno, per raccoglierci in noi stessi intraprendendo viaggi interiori nella nostra coscienza. Prestiamo attenzione ai sottili mutamenti del corpo, all’adattamento biopsichico del nostro organismo ai brevi e freddi giorni invernali: la mente inizia a scivolare dall’esteriorità all’interiorità. Ora è tempo che la nostra attenzione passi dal lato materiale a quello spirituale.
E’ tempo di riflessione, di viaggi interiori per potere scoprire quegli aspetti di noi stessi che necessitano di essere cambiati prima che possa iniziare una nuova vita. Come gli antichi iniziati dobbiamo discendere nel mondo inferiore, ripercorrendo il viaggio delle divinità stagionali: seguiamo la spirale interiore dell’anno vecchio fino ad arrivare al nostro centro interiore e a questo punto ripercorriamo la spirale all’esterno portando fuori il nostro potenziale di vita e creatività che sarà manifesto nel nuovo anno, al tempo stesso conservando in npi la saggezza imparata nel passato.
E’ un periodo adatto a tutti i tipi di meditazione e tradizionalmente propizio alle arti divinatorie, essendo un momento di passaggio in cui si incontrano passato, presente e futuro. Possiamo approfittarne per imparare qualche tecnica divinatoria, come i tarocchi o le rune.
Inoltre, siccome le energie di questo tempo hanno a che fare con la morte, possiamo rivolgere i nostri pensieri alle persone che ci hanno lasciato.
Si dice che gli spiriti possono essere ora contattati e consultati ma è preferibile (se crediamo in una vita nell’aldilà) non disturbarli; è meglio prestare attenzione ai piccoli messaggi che ci possono inviare (sogni, ricordi improvvisi, ecc,). E’ infatti tempo di riflessione, tempo di considerare l’anno passato e di confrontarci con quel fenomeno della vita su cui non abbiamo nessun controllo: la morte.
Per celebrare degnamente il cerchio completo dell’esistenza dobbiamo riconoscere la realtà della morte e del declino fisico come eventi naturali, non come qualcosa da ignorare o da nascondere. A queste energie ora dobbiamo tributare omaggio ma dobbiamo al tempo stesso ricordare la nuova vita che sopraggiungerà.
Il Re dell’Agrifoglio ci insegna che la morte è una fine ma anche un inizio. Teniamo presente la lezione degli antichi Celti e non indugiamo in tristezze! Invitiamo a cena i nostri amici, vestiamoci da streghe e fantasmi, decoriamo le nostre case con le zucche di Halloween e, se ci va, celebriamo i giochi tradizionali cercando di afferrare con la bocca le sacre mele appese ad un filo o galleggianti in una bacinella di acqua!
Possiamo divertirci a intagliare e scavare zucche e rape, inserendo in esse candele per esporle alle finestre o sui balconi delle nostre case.
E’ infine un momento in cui al fine di favorire la nostra rigenerazione, si possono ritualmente abbandonare tutte le cose del passato che dobbiamo o vogliamo lasciare, abbandonare (lasciar morire) le cose che non ci piacciono nella nostra vita. Possiamo quindi scrivere queste cose su foglietti di carta per bruciarli nel nostro fuoco di Samhain, che può anche essere una candela di colore nero o comunque scuro.
Potete dire per tre volte una frase del tipo: “La cosa tal dei tali è venuta in essere, la cosa tal dei tali ha la sua stagione, e la cosa tal dei tali se ne va!”. Poi, si brucia il foglietto di carta nella fiamma.
Possiamo poi, più semplicemente, dare via o bruciare quegli oggetti che non ci piacciono più.
E’ tempo di abbandonare le cattive abitudini, di cambiare la propria vita! Infatti, prima che la nuova crescita possa iniziare, il suolo deve essere fecondato con i resti dei raccolti dell’anno precedente e con i rifiuti (se non ci fossero morte e decomposizione non ci sarebbe la Vita).
Un rituale senza dubbio più complesso, ma che vale la pena di compiere, può essere eseguito nelle nostre case. Al tramonto del sole, la vigilia di Samhain, si spengono tutte le luci di casa e ci si mette in piedi davanti ad una candela nera o scura. Sentiamo l’anno vecchio che sta per morire, ricordiamo tutte le cose buone o cattive che avete vissuto, ricordiamo le persone a voi care che non ci sono più, e quando ci sentiamo pronti si accende la candela dicendo: ” Accolgo con questa luce gli spiriti di coloro che se ne sono andati prima di me. Siate i benvenuti!”. Prendiamo una coppa o un bicchiere pieno di vino e beviamone un po’, dopo aver detto: ” Ai morti! “, lasciandone alcune gocce. Possiamo poi accendere una candela speciale per ciascuno dei vostri amici o parenti morti: possono essere anche candele bianche o colorate. Per accenderle si usa la candela scura, e con la stessa candela accendiamo anche le lanterne-zucche di Hallowe’en, se ne abbiamo fabbricata qualcuna.
Dopo aver fatto questo si prende un piatto o un vassoio dove avremo messo del pane o dei dolci (potete usare i “dolci dei morti” se esistono ricette tipiche nella vostra zona) e invitiamo gli amici invisibili a condividerè con noi il cibo. Lasciamone sempre qualche porzione.
Poi, prendendo la candela scura, andiamo in tutte le stanze e accendiamo tutte le luci, magari solo per pochi minuti.
Andiamo fuori dalla porta d’ingresso e gettiamo una moneta: dovrebbe essere d’argento ma una comune moneta andrà bene ugualmente…
Diciamo: “Denaro sul pavimento, denaro sotto la porta” e lasciamo la moneta sul pavimento per un mese, facendola magari scivolare sotto lo zerbino. Essa porterà fortuna alla nostra casa.
Meditiamo sul significato di questa festa e lasciamo aperta la porta di casa per fare entrare i nostri amici invisibili; lasciamo loro cibo e bevande.

Piccole cose da fare per Samhain:

Raccogliere le ghiande, dando una ghianda agli amici ed ai familiari come augurio di buona fortuna.
Brindare al frutteto
Si brinda al frutteto locale con birra inglese e sidro nei ringraziamenti per una raccolta copiosa. Una parte del raccolto è stata lasciata sugli alberi per chiedere una buona raccolta durante gli anni venturi.
Le mele egualmente sono state sepolte per fornire l’ alimento per gli spiriti che attendono per rinascere.
Prima che le zucche fossero introdotte, le rape venivano intagliate al di fuori e venivano illuminate con delle piccole candele. Potevano poi essere disposti sulle finestre o essere portati in processione nel quartiere per allontanare le intenzioni diaboliche.
Venivano raccontate storie spaventose per tutta la notte fino a che il canto del gallo non cacciava tutti i fatati e gli spiriti nuovamente a nascondersi nel loro mondo.
Pietre contrassegnate con i nomi dei proprietari venivano lanciate nel fuoco e ricuperate la mattina successiva. Lo stato della pietra indicava la fortuna della persona per l’ anno venturo.

Erbe Di Samhain:
Ghianda e quercia-abbondanza e fertilità
mele -Vita ed immortalità
cedro giallo -usato calmare il dolore
Dittany di Crete- il profumo si dice per aiutare la proiezione astrale
Fumitory- usato per esorcizzare le entità di spirito indesiderate
Nocciola – la saggezza, l’ ispirazione e la poesia, i frutti sono mangiate prima della divinazione.
Mulleina – i vecchi gambi sono stati tuffati nel grasso o nella cera e sono stati usati come torce conosciute come “il foglio dei coni della strega” la polvere è stata utilizzata come sostituto per la polvere del cimitero nei vecchi grimori.
Nightshade – trasportare un rametto di nightshade sulla vostra persona per dimenticare i vecchi amori e per proteggere dalle influenze diaboliche ATTENZIONE!!! questa pianta è altamente tossica quindi non mangiatela!!!
Salvia – mangiare la salvia per diventare immortali sia nella saggezza che durante gli anni. Si usa anche come augurio di attrarre i soldi.
Rapa – è una protezione contro la malvagità o il danno
Assenzio romano – si dice che aumenti l’abilità psichica. Bruciato nei cimiteri, è usato per radunare gli spiriti del morto.
Erbe native americane
Grano- mettetelo sull’altare per rappresentare la madre-grano che benedice e nutre i suoi bambini.
Zucca – i Celti hanno creduto che lo spirito d’una persona risedesse nella testa. Intagliare una Jack-o-lantern e disporre una candela all’interno per onorare gli spiriti dei vostri antenati.

Elisir
Questa ricetta è perfetta fra Samhain e Ostara e aiuta anche quando avete problemi di raffreddore o influenza, magari prima di andare a letto. Ma riscalda anche l’ atmosfera di una fredda serata invernale fra amici!
Arancia
Limone
Rhum
Zucchero di canna
In un pentolino mettete a bollire in una tazzina da caffè d’acqua e 1/2 solo la parte arancione della buccia di mezza arancia(la parte bianca è più amara), due pezzettini del giallo della scorza di limone e una fettina intera di arancia. Aggiungete lo zucchero di canna a piacere e fatelo sciogliere bene (di solito un paio di cucchiaini scarsi, è sempre possibile fare una piccola aggiunta dopo). Lasciate bollire un po’ a fuoco basso. Spegnete e versate il tutto in una tazza. Versate 3/4 della stessa tazzina da caffè di Rhum e bevete molto caldo.
Se lo fate per più persone mettete un po’ meno acqua, cercando di considerare quanta ne evaporerà bollendo (o al limite aggiungete più Rhum, a seconda dei gusti)

Le notizie riportate in questa pagina sono state tratte dal libro: A Druid’s Herbal for the Sacred Year by Ellen Evert Hopman

Si ringrazia da * per i testi gentilemnetec oncessi http://www.ilcerchiodellaluna.it/

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