Re Artù di Camelot

Artù nacque nella primavera dell’anno 460 e, fedele al suo giuramento, Uther me lo consegnò. Io l’ho affidai a una nutrice lo sistemai presso un uomo umile eretto, Auctor, che mi era molto devoto e che abitava non lontano dalla corte ad appena qualche ora di cavallo in modo da potermici recare in qualsiasi momento. La sua casa era nei pressi della bella e maestosa fortezza di Camelot nel paese dei Durotriges, provincia occidentale di Logres dove la penisola di Dumnonia si congiunge alla Gran Bretagna. Auctor era vedovo e aveva un figlio di nome Kay. E io fui, all’età di 15 anni, padre. Dovevo amare un figlio, educare un re, inventare un uomo.

LA TAVOLA ROTONDA
La tavola rotonda occupava una sala interna del palazzo di Carduel. Era massiccia, in cuore di quercia. Le assi ben levigate e così perfettamente connesse da nascondere i punti di giuntura, poggiavano su un sostegno di travi gigantesche cui erano fissati i piedi, simili a colonne minuziosamente ornate. I più abili carpentiere di Logres vi avevano lavorato per mesi e mesi, sotto la mia direzione, montandola nel luogo stesso in cui sarebbe dovuta restare, poiché era così grande così pesante che non la si poteva muovere. Attorno disposte 50 sedie 51 uomini trovarono posto nella sala della Tavola Rotonda.

Re e capi – dissi loro – siete stati scelti per sedere a questa tavola perché siete uomini di potere. Tuttavia non sapete nulla, o quasi, del potere. Non ne conoscete che le cause semplici, la vittoria o la sconfitta, e gli effetti elementari, l’autorità o la schiavitù, il possesso o la privazione la gioia o la morte. Ne sanno altrettanto le bestie selvagge, in questo non vi distinguete da loro, poiché il privilegio della conoscenza vi serve soltanto ad acquisire, con i calcoli dell’intelletto, la ferocia naturale e universale.

Così il dominio, l’aggressività, l’antagonismo, l’astuzia, la caccia e l’omicidio tutte leggi della materia diventano dispotismo, crudeltà, tradimento, guerra e massacro, leggi della mente asservita alla materia. Ma siete anche stati scelti perché passate per giusti e leali agli occhi dei vostri popoli. E in nome del divino che pur frammisto all’arbitrio e la violenza risiede in voi, ibridi figli del caos del pensiero, potrete forse stabilire un nuovo potere non più al servizio di un uomo bensì a servizio dell’Uomo: un potere capace di piegare il Re stesso qualunque sia la sua virtù e i suoi vizi. La sua guerra è appena iniziata. Ma non è una guerra di un’ambizione contro un’altra. È la guerra del diritto contro la forza, della luce contro l’oscurità, della mente contro la natura di Satana contro l’ignoranza e di Dio contro la propria creazione.

Siete strumenti di morte, mentre io farò di voi strumenti di eternità. Siete la notte, diventerete un giorno infinito. Siete il tumulto, sarete la legge. Siete il vuoto, e sarete il senso del mondo e la sua coscienza. Siete età del ferro, e preparerete l’avvento di un’età dell’oro che io credo non sia mai stata, ma che, grazie a voi, potrà esistere. Sarete tutto questo perché, a partire da ora voi siete la Tavola Rotonda. Merlino
(tratto dal volume Merlino di Michel Rio)

RE ARTU’ DI CAMELOT
Il nome di Re Artù potrebbe essere originario del termine “Artorius”, un nome della gens romana ma, secondo altri studiosi è verosimile una sua origine celtica la quale deriverebbe da “artos viros”.

Un profilo della vita dell’eroe è descritto da Geoffrey di Monmouth (XII secolo) nella sua “Historia Regum Brittaniae” – la Storia del Re di Britannia. Gran parte delle sua vita è un’invenzione di Geoffrey e la restante proviene da materiale tradizionale di incerta origine. Egli ci racconta che Re Artù era figlio di Uther Pendragon e sconfisse i barbari in una dozzina di battaglie. Successivamente conquistò gran parte dell’impero e alla fine andò in guerra contro i Romani. Ritornò a casa scoprendo che suo nipote Mordred incitò alla sommossa la popolazione e rapì Ginevra, la regina. Dopo lo sbarco, ebbe luogo la sua battaglia finale. La saga si sviluppò durante diversi secoli e le tradizioni celtiche di Artù giunsero nel continente attraverso la Bretagna.

“Le Morte D’Artù” di Malory potrebbe essere considerata la storia originale di Re Artù. Egli, secondo Malory, fu concepito quando Uther Pendragon, una volta conosciuta Ingraine (o Igerna), fu sottoposto ad un incantesimo da Merlino, così da assomigliare a suo marito. Il bambino Artù fu consegnato a Ector per essere cresciuto in segreto. Dopo la morte di Uther non ci fu nessun regnante a governare l’Inghilterra. Merlino, così, conficcò una spada in una roccia dicendo che chiunque l’avesse estratta, sarebbe diventato il Re. Artù diventato grande riuscì a sfilare la spada e fu così incoronato dallo stesso Merlino.

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