Primule

Nel Linguaggio dei fiori regalare una primula significa
«La chiave del mio cielo è nel tuo purissimo cuore d’elfo».

Il fiore della primula ha sempre costituito un vincolo tra il mondo degli uomini e il regno di Luce. Le primavere odorose, in particolare sono amate e protette dalle fate. Questi leggiadri esseri hanno il compito di rigenerare la vita verde quando il dio sole torna a farci visita.

Sono presenti nei prati, nei boschi – sbocciano in primavera – in forma spontanea. Possono anche essere coltivate, e questo capita soprattutto con gli ibridi. Sono gialle, rosse, bianche, viola, rosee: sempre, comunque, stimate ed amate per il loro aspetto ornamentale, per la loro gentilezza.
Hanno avuto – ed hanno – molte virtù, oltre all’avvenenza. Si ricordano le proprietà antispasmodiche, calmanti, espettoranti.
Vanno raccolte in primavera; se ne usano le radici, le foglie, i fiori. Venivano anche usate in infuso contro vertigini, palpitazioni, balbuzie, paralisi leggere, emicranie.

Inoltre, sembra siano utili «negli ascessi dolorosi: si raccomanda, in caso, di «applicare cataplasmi caldi di foglie cotte».
E ai nostri giorni? Ce ne parla Augusta Casali a proposito del nel nervosismo e del mal di testa, riconfermando le doti preclare della primula a riguardo.

Sembra che la primula sia utile anche per quanto riguarda le palpitazioni. Senza intenti medici, ma esclusivamente per la loro gradevolezza, alcuni usano le primule nell’insalata: giovani germogli e fiori, crudi; oppure, cotti, con lattuga e cicoria; cibo molto amato, questo, in Gran Bretagna e in Russia.
I fiori di primula, allegri, colorati, generosi, hanno rallegrato anche la fantasia del poeta Keats:

…Con un solo
sguardo la margherita ed il fiorarancio
contemplerai; gigli di bianche piume
e con loro la prima che dal boccio
ha germogliato primula di siepe;…

E non solo. Nelle fiabe infatti le primule sbocciano, rallegrano i prati, emanano profumi e richiami. Vantano, persino, un grande potere. Infatti, opportunamente usate, rendono visibile l’invisibile. Che lo sappiano, quelle persone sagge che mangiano le primule ? Che sia questa la principale ragione – non confessata della presenza di fiori di primula in tante mense?
E non solo: chi riesce a toccare in modo opportuno, con un mazzetto di primule – il numero dei fiori è segreto, va indovinato – una roccia delle fate, vedrà aprirsi davanti a lui la strada verso il loro regno, verso la loro grazia, i loro doni. Certo, chi invece usasse un numero sbagliato di primule, si aprirebbe la strada alla rovina. Hanno il potere di rivelare l’oro nascosto dalle fate.

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