Morrigan la Dea corvo

La Morrigan presiede le soglie del cambiamento, come la guerra e il conflitto, la vita e la morte, la sessualità. Alla vigilia della battaglia, al crepuscolo, assumendo la forma di un grande corvo, la Morrigan saluta il vincitore. Librandosi sopra il campo di battaglia, grida il suo incoraggiamento ai prescelti e invoca una morte orribile per i nemici.
Voracemente sessuale, i suoi accoppiamenti con gli dei e gli eroi donano protezione e fertilità alla terra. La sua presenza indica confusione, distruzione e, in particolar modo, cambiamenti repentini.

Dopo che i Tuatha De Danan ebbero sconfitto i Fomoriani, una razza demoniaca che abitava l’Irlanda, ed ebbero ripulito la terra dai resti della carneficina, la Morrigan o Morrigu ( che significa la “Terrificante” o la “Grande Regina”) proclamò la vittoria e la pace per l’Irlanda. Unendosi fino a formare un’unica voce, gli antenati, i fiumi, le alte vette, le sorgenti d’acqua d’Irlanda domandarono:

“Che notizie ci porti?”
Pace fino
al cielo.
Il cielo fino
alla terra.
La terra fino
al cielo,
Forza in entrambi
Una coppa molto piena,
Piena di miele;
idromele
in abbondanza.
Estate in
inverno…
Pace fino al cielo…

Più tardi, nell’epopea mitologica del Ciclo dell’Ulster e nel Tain  Bò Cualinge (La Razzia del Castello di Cooley) che raccontano del grande conflitto tra le province dell’Ulster e del Connacht, le dee della guerra Neamhain, Badhbh e la Morrigan terrorizzano gli uomini del Connacht e “cento guerrieri morirono di paura.”

Con l’aspetto di un grande corvo, la Morrigan profetizza la vittoria alle forze dell’Ulster, tenendo nascosta la terribile notizia ai guerrieri del Connacht.

Il grande eroe di questo conflitto è Cu Chulainn, il Mastino dell’Ulster. Per tutto questo ciclo epico, Cu Chulainn stesso viene braccato dall’astuta e seducente Morrigan, che lo aiuta ma che, infine, lo sconfigge: tenta di sedurlo, lui la rifiuta e lei lo attacca per vendicarsi. Lei lo inganna, riuscendo a fargli rompere il suo geis, il sacro voto: Cu Chulainn mangia la carne di un cane, suo omonimo. Indebolito, si reca in battaglia. Poco dopo, la Morrigan gli appare come la Lavandaia del Guado, intenta a lavare il sangue dalla tunica di lui, segno inequivocabile di morte imminente:

Stava lavando vesti imbrattate di sangue nella corrente gemendo e singhiozzando tutto il tempo. Mentre Cu Chulainn guardava lei sollevò la veste che stava lavando e lui si accorse che era la sua tunica. Dalla veste prese a sgorgare sangue e l’acqua divenne rossa. guardava lei sollevò la veste che stava lavando e lui si accorse che era la sua tunica. Dalla veste prese a sgorgare sangue e l’acqua divenne rossa

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