Morgana

Il mondo è mutato. Un tempo un viaggiatore, se aveva la volontà e conosceva qualche segreto, poteva avventurarsi con la barca nel mare dell’Estate e giungere, non più a Glastonbury dei monaci, ma all’Isola Sacra di Avalon; allora le porte tra i mondi fluttuavano con la nebbia e si aprivano al volere del viaggiatore. Perché questo è il grande segreto, noto a tutti gli uomini colti del nostro tempo: con il nostro pensiero, noi creiamo giorno per giorno il mondo che ci circonda.

Morgana è una fata guaritrice, che cura Re Artù,  e che vive ad Avalon con nove sacerdotesse. Un breve accenno alla figura di Morgana era già presente nell’Historia Britannicum, nella quale si narrava che Artù era stato curato ad Avalon. Attorno al 1170 Morgana riappare in questo testo è sorella di Artù e fata guaritrice. Si dice di lei che era molto esperta di incantesimi e di sortilegi, più di tutte le donne; e per il grande impegno che ci mise lasciò e abbandonò la comunità della gente e soggiornava giorno e notte in foreste profonde e presso le fonti, cosicché molte persone, che erano molte nel paese, non dicevano che era una donna, ma la chiamavano Morgana la dea.

Con il passare del tempo la figura di Morgana andrà sempre più assumendo tratti negativi e da guaritrice diventerà traditrice e maga, caratteristica che le rimarrà addosso in tutta la letteratura cortese del XIII secolo. La peculiarità della figura della fata nei romanzi del XII secolo era di abitare in un altro luogo e di poter curare il re ferito, mentre nel XIII secolo la caratteristica è quella di rapire gli uomini e farne suoi amanti.  In alcune leggende  si narra che Morgana si vendica dei torti subiti rapendo i cavalieri e imprigionandoli in un luogo meraviglioso, circondato da un muro d’aria.

Tutti coloro che lo attraversano possono entrare nella valle fatata, ma potranno uscire soltanto coloro che non hanno mai tradito o amato. E l’incantesimo potrà essere rotto da colui che non sarà infedele nemmeno in sogno: Lancillotto che libererà gli uomini imprigionati, sarà a sua volta rapito. In altri testi nel quale Morgana è descritta come donna lasciva che ha molti amanti, tra i quali Lancillotto e Merlino, si passa alla figura di avvelenatrice e ricattatrice. La fata si innamora di Alessandro, che viene ferito in combattimento. Lei promette di salvarlo in cambio del giuramento di essere completamente in suo potere.

Ai miei tempi sono stata chiamata in molti modi: sorella, amante, sacerdotessa, maga, regina. Ora, in verità, sono una maga e forse verrà un giorno in cui queste cose dovranno essere conosciute. Ma credo saranno i cristiani a narrare l’ultima storia. Il mondo della Magia si allontana sempre di più dal mondo dove regna il Cristo. Non ho nulla contro di lui, ma solo contro i suoi preti che negano il potere della Grande Dea oppure l’avvolgono nella veste azzurra della Signora di Nazareth e affermano che era vergine. Ma che cosa può sapere una vergine delle sofferenze dell’umanità?

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