L’alleato feerico

Anche se abbiamo già acquisito un ausiliario animale, avremo pur sempre bisogno di un altro amico spirituale, l’ alleato fatato, che ci accompagni alle città del reame delle fate. Molte delle osservazioni relative ali ‘ausiliario animale valgono anche per l’alleato fatato; così, per esempio, anche questo comunicherà con noi mediante azioni simboliche, più che a parole. Possiamo anche aspettarci che faccia ricorso a trucchi o beffe per accertarsi che il messaggio sia stato recepito.

Prima di incontrare il vostro alleato, è necessario tenere presente alcuni punti importanti. In primo luogo, è indispensabile rendersi conto che le fate non sono semplici creazioni immaginarie del nostro mondo interiore, bensì entità reali che obbediscono alle leggi del loro proprio mondo.

Ricordatevi pertanto di trattarle con cortesia e rispetto, non dimenticando la prudenza nei loro confronti perché possiedono poteri formidabili. Non tutti gli esseri fatati sono buoni alleati: come fa notare Robert Kirk, il geirt coimitheth (mangiagiunture o fenditore) aggredisce una persona e divora l’essenza degli alimenti che questa mangia. Di conseguenza, l’individuo che ne subisce l’assalto resta magro come un chiodo, per quanto cibo ingurgiti.

Siate dunque molto cauti nella scelta di un alleato fatato. Le fate stesse ricavano parecchie cose dal rapporto di alleanza, e molte si offriranno come potenziali candidate se rendete note le vostre intenzioni, per cui scegliete con cura. Se avvertite anche solo una punta di diffidenza nei confronti di un certo essere fatato, non esitate a rifiutarne la candidatura. Tenete inoltre presente che non dovete per forza scegliere questo o quel candidato. Concepite questo procedimento alla stregua di un colloquio di lavoro: se il risultato è insoddisfacente, l’ offerta dovrà essere ripresentata.

Come si fa a sapere se si è trovato il proprio alleato? Si tratta in larga misura di attrazione e intuizione. Vi sentirete attratti dal candidato giusto in maniera sottilmente armonica ed erotica. Notate il termine «sottile»; l’essere che presenta se stesso o se stessa può manifestarsi in forma fisicamente sessuale ( o magari in forma indeterminata), ma il «fremito interiore» che avvertirete in presenza di questa creatura non sarà dissimile da quello che provereste nel mondo fisico durante un incontro romantico. Se la «scintilla» non scocca, rifiutate il potenziale alleato.

A questa risonanza attrattiva si accompagna l’intuizione, l’interiore sensazione che quello sia davvero il vostro alleato: entrambi i fattori devono manifestarsi affinché il candidato venga accettato da voi. Sarà opportuno, a questo punto, spendere qualche parola sull’aspetto degli esseri fatati. Le fate sono abilissime nel mutare forma, e possono mostrarsi in forme alquanto sorprendenti, come gli alti, luminosi principi e principesse dei Sidhe, oppure come creature di incredibile bizzarria. Tenete inoltre presente che la forma assunta dalle fate è frutto del loro adeguamento alla nostra limitata percezione.

In sostanza, esse sono esseri di rotante e fiammeggiante energia, e la percezione che ne abbiamo è una sorta di «istantanea» di questo flusso di energia. Ancora una considerazione prima che incontriate il vostro alleato: gli esseri elementari, quelli che Fiona Macleod definisce «la classe inferiore della delizia della terra», costituiscono solo una piccolissima rappresentanza del reame fatato. Questi esseri (nel pensiero teosofico noti come devas) corrispondono perfettamente all’ immagine popolare delle fate quali figurine alate che svolazzano sulle siepi. Tuttavia, non sono buoni alleati per i nostri scopi. In sostanza, sono tonalità armoniche o echi dei principi e delle principesse dei Sidhe, e sono limitati a questo loro essere.

Soltanto per certi specifici scopi magici (quando occorre correggere uno squilibrio), l’alleanza con costoro può ritenersi valida o necessaria. Noi però miriamo alla sorgente dell’ energia elementare, prima che essa si diversifichi in varie forme, sicché a questo punto sarà saggio accantonare la «classe inferiore», per quanto aggraziati ne siano i componenti. Alla luce di tali premesse, potete mettervi in viaggio alla ricerca del vostro alleato.

Trova il tuo alleato Feerico…
Seduti comodamente, contate i vostri respiri. Rilassatevi. Visualizzate davanti a voi un lussureggiante prato verde. Avvertite sui vostri piedi e sulle vostre gambe il contatto della tenera erba umida. All’ orizzonte scorgete un basso tumulo verde, verso il quale vi dirigete mentre una gentile brezza, proveniente da quella direzione, vi accarezza il volto.
Farfalle svolazzano nell’ aria davanti a voi, e potete udire il liquido trillare dell’ allodola e il gracchiare dei corvi. 

Siate consapevoli di tutte le cose che vedete, degli odori e dei suoni della campagna. Quando raggiungete il tumulo, notate che è lungo una ventina di metri. Vi guardate attorno, cercando il modo di
entrarvi. Ma, per quanto ne percorriate il perimetro, protesi alla ricerca di un’ apertura, non la trovate. 

Ecco però che all’improvviso il vostro sguardo è attratto da una zona circolare sul fianco del tumulo, che presenta una diversa sfumatura di verde. Guardando più attentamente, capite il perché del cambiamento di colore. Tra l’ erba cresce muschio color smeraldo. Tastando, vi rendete conto che la zona circolare è in realtà una porta che si apre alla vostra pressione. È la porta di muschio. Apritela ed entrate.

Una volta superata la porta di muschio, vi ritroverete in una galleria dalle pareti di terra ben compattata, che scende
ripida e ha la stessa forma circolare della porta. Percorrendola, noterete qualcosa di particolare: sebbene non sia visibile una fonte di luce, il buio non è totale. La luminosità sembra venire da qualche parte, forse promanando dalle pareti stesse della galleria. Dopo un po’, questa termina con un’ altra porta circolare, stavolta di quercia stagionata,
sulla superficie della quale sono incise strane forme contorte. Questa è la porta di legno. Apritela e superatela.
Adesso le pareti della galleria sono di roccia umida e scintillante. Notate che sembra emanare vapore e avvertite profondi rombi sotterranei che riecheggiano sotto di voi.

Continua a esserci una debole luce che vi permette di vedere. Proseguite per la galleria che scende e svolta davanti a voi. Vi troverete di fronte una terza porta, circolare come le altre, fatta di oro chiaro. Sulla sua superficie è inciso uno strano disegno simile a due alberi stilizzati; mentre guardate stupefatti, ecco che gli alberi sembrano muoversi in una danza sinuosa, e la porta perdere consistenza e liquefarsi come se fosse portata al calor bianco. A questo punto dovete prendere il coraggio a quattro mani. Questa è la porta di metallo. Apritela ed entrate.
Ciò che troverete al di là della terza porta, non sono in grado di dirvelo. Il regno delle fate risulta diverso per ciascuno. Tuttavia, a un certo punto del percorso potete chiamare a voi i vostri potenziali alleati fatati, se non vi sono già apparsi. Fate ricorso a tutto il vostro raziocinio nella scelta di un alleato e ricordate che non dovete scegliere per forza un candidato. Quando vi sembra venuto il momento opportuno, tornate nel mondo verde varcando le tre porte.

Ricordate però che quella metallica vista dall’interno del Regno di Luce può apparire diversa. Tenetene dunque ben a mente la posizione prima di rimettervi in cammino.
Il metodo delle tre porte per entrare nel regno delle fate, è antico e di straordinaria efficacia. Potete far ricorso a esso ogni volta che lo desiderate. Persino dopo aver acquisito un alleato fatato, le tre porte possono avere ancora molto da rivelarvi.

Myrddn mezzo elfo luna crescente febbraio 2003

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