Il tuo Animale feerico

Nessuno comincia un cammino spirituale o ne raggiunge il culmine da solo. Una verità, questa, che va fortemente sottolineata in antitesi all’individualismo. Al principiante può sembrare di essere solo, soprattutto all’inizio del viaggio, ma quando giunge alla fine capirà benissimo che non è stato assolutamente così. Nella Via feerica noi riconosciamo la nostra interdipendenza fin dall’inizio, facendo appello ad ausiliari o alleati. Questi aiutanti rientrano in due categorie principali: esseri animali ed esseri fatati.

La nostra credenza che questi esseri siano separati da noi è un espediente concettuale, non già una verità metafisica. Cominciamo con gli ausiliari animali, ovvero «animali di potere» (come vengono chiamati nelle tradizioni sciamaniche). C’è stata molta confusione a proposito di ciò che queste creature rappresentino effettivamente. Possiamo dire, per darne una definizione preliminare, che corrispondono agli stessi esseri degli aiutanti spirituali dei nostri guaritoci e medium occidentali, solo che appaiono in forma animale.

Perché accade questo? Per molte migliaia di anni la nostra società si è concentrata soprattutto sulla comunicazione tra esseri umani, quale strumento di apprendimento; basti pensare ai dialoghi di Platone, pietra miliare della filosofia occidentale. Ma altre genti, compresi i nostri antenati, hanno vissuto a lungo non soltanto più vicini di noi alla  natura, ma in fruttuosa simbiosi con essa.

Si potrebbe dire che prestavano orecchio alle voci della natura. Perciò, mentre le nostre guide sono sostanzialmente umane, le loro guide tendono a manifestarsi in forma animale. Tuttavia, alla luce dell’attuale crisi ecologica forse anche noi in occidente dovremmo apprendere qualcosa di più dai, nostri amici ammali.

La Via feerica ci offre appunto tale opportunità, rivelando che un tempo la nostra cultura aveva un rapporto molto più stretto con il mondo naturale. Mettendoci in contatto con i nostri ausiliari animali, in realtà non facciamo che ricollegarci con le nostre radici più profonde. Siamo abituati a maestri spirituali quanto mai solenni, che pronunciano pie (e prolisse) omelie relative a concetti astratti come «amore» e «dovere». I maestri animali non sono così, come converrà chiunque conosca le bizzarrie del lupo e corvo, i «bricconi divini» dei druidi. Scherzano, fanno capriole e, soprattutto, insegnano in primo luogo mediante azioni simboliche anziché a parole.

Il vostro insegnante animale probabilmente vi offrirà una serie di visioni simboliche. Spetta a voi coglierne il significato. Il maestro animale, maschile o femminile che sia, può anche condurvi a situazioni catartiche in cui paure e blocchi energetici vengono sciolti, di solito con una buona dose di umorismo nero!

L’incontro con il vostro ausiliario animale

La tecnica per incontrare l’ ausiliario animale è in realtà semplicissima. Mettetevi comodi su una sedia a schienale diritto o sdraiati. Chiudete gli occhi e dedicatevi all’esercizio di rilassamento, continuandolo finché il vostro corpo e la vostra mente non siano riposati e in pace. A questo punto visualizzate davanti a voi una grotta o un’ apertura simile nella terra, che può essere anche il tronco cavo di un albero, una buca, un pozzo. Date a questa immagine il tempo di diventare ben nitida e stabile, quindi procedete verso di essa e alla fine entratevi dentro.

Non tentate di vedervi dal’ esterno, come se steste osservando il personaggio di un film, ma al contrario cercate di essere davvero, intenti a camminare e a sentire l’ambiente circostante. Una volta dentro la grotta, vi verrà incontro una guida, che può assumere una tra molte forme. Maschile o femminile che sia, potrà essere percepita semplicemente come una luce splendente, mobile, o sotto le spoglie di un vecchio con la barba grigia o persino di un animale. Se la guida assume la forma animale, potete stare certi che non si tratta del vostro ausiliario animale, ma di un compagno che vi condurrà nel reame interiore.

Nelle profondità della grotta o dell’apertura, c’è una galleria che giunge nelle viscere della terra. La guida allora vi accompagnerà dentro la galleria. Percorrendola, può darsi che abbiate una sensazione di rapida accelerazione. Non allontanatevi: è perfettamente naturale e normale. Alla fine uscirete con la vostra guida in un paesaggio interiore. A questo punto concedetevi il tempo di acclimatarvi e guardarvi attorno. Di che genere di paesaggio si tratta?

Ci sono alberi, montagne, fiumi, laghi? Che ora del giorno è? Fa freddo o caldo? Spira vento o l’aria è immobile? Quando vi sentirete abbastanza «a casa», sarà il momento di procedere all’esplorazione. La guida attenderà il vostro ritorno. Il vostro scopo consiste nel cercare un animale (o più di uno) in questo paesaggio. Prendete nota di tutti quelli che vedete, e non sottovalutateli se sono minuscoli e sembrano insignificanti. Molti preferirebbero un magnifico lupo, un orso, un leone quale ausiliario animale, forse senza rendersi conto che uno dei più potenti animali nella tradizione americana indigena è l’umile topo!

Nello sciamanesimo classico, bisognerebbe vedere il proprio ausiliario animale da tre angolazioni diverse, ma potete anche fidarvi dell’istinto per individuare l’animale a voi appropriato. Ovviamente, dovrete evitare tutti gli animali che vi mostrino zanne scoperte: non agiranno da  ausiliari, bensì ostacoleranno il vostro cammino. Una volta visto un animale che sembri avere un’affinità con voi, siate pronti ad accogliere qualsiasi insegnamento voglia darvi. Se non si è ancora accostato a voi, aspettate di vedere se lo fa.

Ciò che accade a questo punto, non sta a me dirvelo.. il vostro ausiliario animale può interagire con voi in mille modi diversi. Quando sentite che l’esperienza è conclusa, pendete semplicemente congedo dal vostro animale e riuscite dalla galleria con la vostra guida. Al momento di dare l’addio alla vostra guida all’imboccatura della grotta, createvi l’immagine della vostra stanza e gentilmente unitevi al vostro corpo che è là. Respirate a fondo ancora per un pò, muovete braccia e gambe, aprite gli occhi.

Non appena vi sarete completamente «svegliati» nel vostro ambiente normale, è consigliabile prendere appunti precisi, descrivendo ogni visione od oggetto simbolico offertovi dal vostro animale. Adesso che avete acquisito un ausiliario animale che vi accompagnerà in molti dei vostri futuri viaggi interiori, potete fare cose destinate a rendere ancora più significativa la vostra esperienza. Un’utile attività consiste nel disegnare, scolpire o modellare il vostro animale. Anche se non vi reputate un artista, constaterete che ogni immagine che siete in grado di creare diverrà una fonte di potere nella vostra esistenza. Persino un rozzo animale fatto di stecchi può compiere meraviglie.

Potrete porre quest’immagine sul vostro altare o entro la vostra zona di meditazione. Apprendete poi tutto quanto potete sul conto del vostro animale. Se per esempio si tratta di un lupo, informatevi sull’attuale diffusione e condizione di vita allo stato selvatico. Vedete se potete in qualche modo essere di aiuto mediante gruppi ecologici o di protezione degli animali. È bene infatti ricompensare il vostro animale per il suo aiuto e i suoi servigi. Le persone che vivono in società sciamaniche spesso dedicano molto tempo all’ osservazione dei rispettivi ausiliari animali nel loro ambiente naturale e allo stato selvatico.

Per poterlo fare in una società occidentale moderna, è necessaria una certa inventiva. I documentari in cui compaiono animali selvaggi offrono un’ottima occasione di vedere i vostri compagni allo stato libero (osservare gli animali in attività non è una buona idea, dal momento che il loro comportamento è gravemente alterato dalla prigionia).

Un animale può valutare le situazioni da grande distanza, semplicemente grazie all’odorato, e così la nostra intuizione rappresenta il nostro odorato spirituale-psicologico. Sebbene il nostro rapporto con gli animali selvatici sia purtroppo limitato, possiamo tuttavia osservare i loro cugini domestici. E, guarda caso, uno dei più importanti animali della Via feerica è il cane. Anche altri importanti animali della tradizione, come la farfalla e l’ ape, si prestano all’osservazione senza grandi difficoltà. Tuttavia, se il vostro animale è un orso o un lupo, dovrete far ricorso ad alcune delle indicazioni che ho fornito più sopra.

Comunque programmiate le vostre osservazioni, lavorate spesso con il vostro animale durante i viaggi interiori. Prestate orecchio ai suoi suggerimenti, e ben presto constaterete il riemergere del vostro «odorato spirituale-psicologico», per quanto largamente atrofizzato per mancanza di uso. È questo il grande dono degli ausiliari animali: ci invitano a tornare al mondo naturale dal quale a lungo ci siamo esclusi. E quel mondo naturale è la nostra vera dimora.

Myrddn mezzo elfo luna crescente marzo 2003

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