
Le
sorgenti curative sono associate alle dolci proprietà rigenerative
delle
giovani dee, comunemente personificate da leggiadre ninfe giocose.
I
pellegrini si radunano attorno alle acque ribollenti delle sorgenti,
pregando
e facendo offerte alle dee.
I
bambini e gli adulti si immergono nelle acque curative.
Dato
che si pensa che queste sorgenti possano guarire la sterilità e donare la
fertilità,
molte
donne sono solite dormire vicino a esse.
La
ninfa più nota è Coventina, che rappresenta
l'attenzione curativa e amorosa nei confronti delle necessità fisiche ed emotive.
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Migliaia
di sorgenti curative costellano il paesaggio dell'Europa continentale e delle
isole britanniche. Come le caverne, i tumuli funerari, i passaggi sotterranei,
le rive dei laghi e le isole occidentali, le sorgenti naturali sono cancelli che
conducono all'Altroregno. Ogni sorgente è un orifizio - una bocca - della dea
madre, un passaggio per il regno della dea.
Anche
se ogni sorgente è depositaria dell'abbondanza della dea, questa manifesta
la sua natura in modo leggermente diverso da una sorgente all'altra. Cosi le
caratteristiche che si esprimono in una determinata sorgente sono uniche e non
si trovano in nessun altro luogo sulla terra.
Le
sorgenti ispiravano guarigione e nutrimento. Molte di li esse erano note per il
potere di curare la sterilità femminile, così le donne andavano a dormire
nelle vicinanze, e probabilmente si immergevano nelle acque con i loro compagni.
Alcune in particolare erano allegri luoghi di ritrovo per famiglie e gruppi di
amici, soprattutto nei mesi caldi dell'estate. Numerosi pellegrini accompagnati
da parenti vi si recavano per pregare e garantirsi la benevolenza della dea.
I
piccoli laghi vicino alle sorgenti naturali, specialmente vicino a quelle
termali, ispiravano anche allegria e giocosità. Quando dormivano lì nei
pressi, i pellegrini erano incoraggiati a riposarsi e a sognare per trovare
risposta alle loro domande.
Nella Spagna nord occidentale, nella Gallia meridionale e nella Britannia, veniva adorata Coventina, la dea delle sorgenti.
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Sinuose presenze nelle sorgenti |
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Il
culmine dell'attività rituale in onore di Coventina fu raggiunto verso la fine
del II e all'inizio del III secolo, prima che un editto romano dichiarasse
illegali simili riti. In una delle sue raffigurazioni, Coventina è una ninfa,
sdraiata sulle onde che accarezzano le sponde di un fiume, e ha in una mano una
ninfea e nell'altra un'anfora piena d'acqua. A Carrawburgh, lungo il Vallo di
Adriano nel Northumberland, viene ritratta come una tripla ninfa. Simile
all'immagine della Tripla Dea Madre, i tre volti variano leggermente l'uno
dall'altro, ma il resto della sua iconografia è piuttosto omogeneo. Appare
seminuda, con una mano tiene alta una brocca, con l'altra versa acqua da una
seconda brocca.
Nel
pozzo sono state rinvenute oltre sedicimila monete, molte più di quante non
siano state trovate nelle sorgenti termali di Aquae Sulis a Bath, in
Inghilterra. Altre offerte sono costituite da gioielli, pezzi di vetro, di osso,
di metallo e di cuoio. I supplicanti vengono a offrire preghiere e a fare le
loro richieste, a immergersi nelle acque e a bere dal pozzo, e a lasciare
offerte da accompagnare alle invocazioni.