|
Chi mi conosce sà che ora io sto vivendo questa storia, Tinuviel è presente nella mia vita, canta proprio come lei, assomiglia ad una fata e ha ispirato la creazione di questo sito. Di seguito riporto la poesia completa tratta da "Canzoni e Poesie da il Signore degli Anelli". |
Vi racconterò la storia di Tinuviel in breve, poiché è molto lunga e non se ne conosce la fine. Nessuno, al giorno d’oggi, la ricorda tale quale veniva narrata anticamente.
Parla dell’incontro di Beren, figlio di Barahir e di Luthien Tinuviel. Beren era un mortale, ma Tinuviel era la figlia di Thingol, Re degli Elfi nella Terra di Mezzo allorché il mondo era giovane; la più dolce e soave fanciulla che sia mai esistita. La sua bellezza era pari al rifulgere delle stelle oltre le nebbie delle Terre Nordiche, che parevano rispecchiarsi nel suo viso luminoso.
In quei giorni il Grande Nemico viveva nel Nord, ad Angband, e gli Elfi dell’Ovest, con l’appoggio di alcuni fra gli Uomini, gli dichiararono guerra. Ma il Nemico fu vittorioso, e Barahir ucciso, e Beren dovette fuggire tra immensi pericoli, scavalcando le Montagne Nebbiose e giungendo nel Regno di Thingol, nascosto nella Foresta di Neldoreth. Lì fu incantato dalla vista di Luthien che cantava e danzava in una radura vicino al magico fiume Esgalduin, e la chiamò Tinuviel, che vuol dire Usignolo nella lingua arcaica.
|
|||||
|
|
||
|
||
"Melian era una Maia della stirpe dei Valar. Dimorava nei giardini di Lorien e tra la sua gente nessuno era più bello di Melian, nè di lei più saggio, nè più abile in fatto di incantesimi. Si narra che i Valar abbandonavano le proprie opere, e gli uccelli di Valinor i loro spassi, che le campane di Valmar tacevano e le fonti cessavano di dar acqua, quando, al mescolarsi delle luci, Melian intonava in Lorien i suoi canti. Usignoli sempre l'accompagnavano, ai quali essa insegnava a cantare; e Melian amava le ombre profonde dei grandi alberi. Prima che il Mondo fosse fatto, era apparentata con Yavanna stessa; e al tempo in cui i Quendi si destarono accanto alle acque di Cuivienen, Melian se ne andò da Valinor per recarsi nelle Terre di Qua, e ne riempì il silenzio che regnava sulla Terra-di-Mezzo prima dell'alba con la sua voce e quella dei suoi uccelli." (Silmarillon pg.62)
Sarà proprio in in locus amoenus che Beren vedrà per la prima volta Luthien danzare, rimanendo abbagliato da una tale bellezza:
"Aggirandosi
d'estate nei boschi di Neldoreth, si imbatté in Luthien, figlia di Thingol e
Melian, ed era sera, nel momento in cui la luna saliva in cielo, e Luthien
danzava sull'erba sempre verde nelle radure lungo le rive dell'Esgalduin. Ed
ecco il ricordo di tutte le sue sofferenze abbandonò Beren, ed egli cadde in
preda ad un incantesimo, poichè Luthien era la più bella di tutti i figli di
Iluvatar. Azzurro era il suo abito come il cielo senza nubi, ma grigi i suoi
occhi come la sera stellata; il suo mantello era contesto di fiori dorati, ma i
capelli erano scuri come le ombre del crepuscolo. Simili alla luce che resta
sulle foglie degli alberi, alla voce di acque chiare, alle stelle che stanno
sopra le brume del mondo, tali erano il suo splendore e la sua grazia; e il suo
volto era luminoso.
Ma Luthien scomparve alla vista di Beren, il quale divenne sordo come chi sia in
preda d'incantesimo, e a lungo s'aggirò per i boschi, selvaggio e vigile come
una belva, cercandola. In cuor suo la chiamava Tinuviel, che significa Usignolo,
come vien detta nella lingua degli Elfi Grigi questa figlia del crepuscolo,
perché non sapeva quale altro nome darle. E la scorgeva lontano come foglia ai
venti d'autunno e, d'inverno, una stella sopra un colle, ma una catena gli
gravava le membra.
Vi fu un momento, poco prima dell'alba, la vigilia di Primavera, che Luthien
danzava sopra un verde colle; e d'un tratto prese a cantare. Acuto tanto da
trapassare il cuore era il suo canto, simile a quello dell'allodola che si leva
dalle porte della notte e riversa la propria voce tra le stelle morenti, lei che
scorge il sole dietro le mura del mondo; e il canto di Luthien sciolse i vincoli
dell'inverno, e le acque gelate parlarono e i fiori balzarono su dalla fredda
terra là dove si erano posati i suoi piedi.
Allora Beren fu liberato dall'incantesimo del silenzio, ed egli la chiamò,
invocando Tinuviel; e i boschi eccheggiarono del nome. Luthien si arrestò
meravigliata e più non fuggì, e Beren venne a lei."
(Silmarillon. pg.204)