L'ultimo raccolto. La terra si spoglia completamente, e si prepara alla morte dell'inverno.  

Sulla Calenda e' stato scritto molto, perché significa  molto, vediamo di dire le cose essenziali.            

Il termine "Calenda"  ha una radice piuttosto nota, indica un momento , un giorno, che viene usato come riferimento, come inizio per il calendario. Questo giorno, che gli anglosassoni chiamano Samhain e che viene festeggiato come Halloween, segna in effetti la fine e l'inizio dell'anno magico, ovvero dell'anno naturale.

 

Un stregelfo intento a rompere 

i sigilli dei mondi...

E' tra le nostre feste quella che riteniamo più importante, perché rappresenta tutta la nostra filosofia. "Noi siamo esseri semplici con credenze semplici. Adoriamo il Sole, la Luna e le stelle per il loro splendore lucente. Crediamo nel fuoco per il suo calore improvviso; e anche nell'acqua e nella terra perché nutrono tutte le cose..."
La filosofia elfica si basa su dei ritmi, una filosofia che ci porta ad abolire il concetto di bene e di male a favore del concetto di ciclo,di insieme delle due cose, entrambe necessarie, perché i mondi esistano. Non più quindi bene e male, ma solo inverno ed estate, luce e buio, entrambi necessari perché tutto continui.

 

Questo giorno rappresenta la fine di un ciclo, e quindi contemporaneamente l'inizio. Esso rappresenta i due momenti più magici della vita di una persona, la nascita, perché Samhain e' l'inizio dell'anno, e la morte, perché la Calenda e' anche la fine dell'anno vecchio.

 

Ecco, questo giorno e' anche quello che ci separa dal caos, perché grazie alla Calenda sappiamo in che punto dell'anno ci troviamo, grazie ad essa sappiamo quando tutto ha origine e quando tutto ha fine.

 

Si tratta di una festa dei fuochi, perché in molti paesi viene bruciato tutto quanto resta, dai rami di potatura,  per gli alberi che devono iniziare il sonno dell'inverno, alle ultime sterpaglie dei campi. E' un momento importante, perché in questa fase la morte si congiunge con la vita, gli esseri di luce con gli umani.

 

In questa festa ci si abbandona  al canto, al ballo, alla magia, tutto e' permesso quando i mondi si incontrano, quando l'inizio e la  fine si toccano. In questa festa il potere magico impregna l'aria, gli spiriti elfici sono presenti intorno a noi, ogni cosa di magico faremo avrà la loro protezione, potremo anche parlare con loro se vorremo, potremmo chiedere la loro protezione per il nuovo anno, potremo chiedere fertilità e gioia, perché tutto e' finito ma tutto sta iniziando, e coloro che hanno  varcato la soglia del passato faranno da radice al futuro.

 

La Calenda si celebra con una festa, una evocazione di ringraziamento per ciò che si e' avuto, poiché è tempo anche di fare il bilancio dell'anno, ma anche una festa di auspicio per ciò che ci aspetta. Si e' felici per ciò che si ha avuto e si confidano agli esseri fatati le speranze per ciò  che si potrebbe avere.

 

Potrei parlare ancora per pagine e pagine di questa festa, che è stata la prima che ho celebrato ma continuerei a dire cose che tutti sentono nel profondo.....che bisogno c'e'? Piuttosto, ballate, ridete e mangiate, che cosa state aspettando? La prossima Calenda?

 

 

«Carne, birra, noci, salsicciotto, è quanto spetta a Samain,

fuoco da campo gioioso sulla collina, latte burrificato, pane e burro fresco».

Fortunatamente, questo non è l'unico documento di cui disponiamo, poiché di Samhain si parla in numerosi testi. Abbiamo anche, e ciò ne attesta l'importanza, l'equivalente gallico del nome irlandese nel calendario di Coligny: Samonios. Samain è nel contempo, secondo un'etimologia esatta e simbolica, una «riunione» e la «fine o il riepilogo dell' estate». Tuttavia, nonostante il rapporto analogico che intercorre tra Samain e il termine designante l'estate (sam), non v'è dubbio alcuno riguardo alla datazione al primo di novembre. In irlandese moderno il mese di novembre si chiama ancora Samain .Tutto ciò trova conferma nella triplice definizione data dal Glossario di Cormac:

 

- Cetsoman «primo di maggio», cetsamain «primo avvio della stagione estiva»;  

- Samrad «estate», ebraico sam, latino sol, donde si dice samson soleorum; 

    quindi samrad è il percorso (rad) compiuto dal sole quando la sua altezza e il suo  

    calore sono più  gradevoli;

       - Samfuin «declino dell'estate, morte dell'estate».

 

In base a tale definizione etimologica, il termine indicante il primo di maggio è significativo: appartiene a Samain, è intrinsecamente «samaim ogni giorno compreso tra il primo di maggio, che segna l'inizio della stagione calda, e il primo di novembre, che ne segna la fine. L 'etimologia è errata, ma la spiegazione proposta al riguardo risolve definitivamente il problema della data della festa nel calendario. Inoltre, si può, a buon diritto, vedere in Samain la più importante tra le feste irlandesi e celtiche.

In primo luogo ciò è provato dal fatto che proprio a Samain accadono quasi inevitabilmente tutti gli avvenimenti mitici o epici a noi noti.

 

Nel fondamentale racconto della Seconda Battaglia di Mag Tured il Dagda incontra la Morrigan, o dea della guerra - che è anche sua moglie -, a Samain e in tale occasione ella gli promette di venire in aiuto ai Tuatha De Danann:

 

ll Dagda aveva una dimora a Glenn Etin nel nord. Ma quell'anno egli doveva incontrarsi con una donna alla festa di Samain, quando si sarebbe combattuta la battaglia, presso Glenn Etin. A sud di tale luogo rimbomba il fiume Unius del Connaught. Egli vide la donna nell'Unius, nel Corann, mentre si lavava, con un piede a Allod Echae, cioè Echumech, davanti all'acqua, a sud, e l'altro piede a Loscuinn, davanti all'acqua, a nord. Ella portava nove trecce sciolte sulla testa. Il Dagda le parlò ed essi si unirono.

 

Samain è anche il momento in cui lo stato maggiore dei Tuatha De Danann si riunisce al completo per preparare la lotta decisiva contro i Fomoire; gli eventi decorrono da una festa di Samain a quella successiva. Nell'ottica mitica essi sono ininterrotti, giacche, rispetto a loro, tutto quanto soggiace al tempo passa sotto silenzio e non esiste:

«Mancava una settimana a Samain e ognuno si separò dagli altri fino a che tutti gli uomini d'Irlanda non si sarebbero nuovamente incontrati alla vigilia di Samain. Il loro numero ammontava a centottanta centinaia, cioè sessanta centinaia in ciascun terzo.  

 

Analogo è, ancora, il caso degli avvenimenti che costellano la malattia di Cuchulainn: il giovane eroe, dopo aver ferito, un giorno di Samhain , due messaggere del sid recatesi presso di lui sotto forma di uccelli, si è addormentato. Le messaggere, riprese sembianze umane, lo frustano crudelmente ed egli cade ammalato. Viene portato a casa «ed egli restò là fine alla fine dell'anno senza parlare a nessuno.

 

 

 

All the images on this web page are trademark and artwork of Brian Froud .

© Brian Froud.

Visit WorldofFroud.com for more on this artist.