Iperico caccia folletti!

E’ l’amuleto più efficace per scacciare qualsiasi essere vi dia fastidio. Parola d’elfo! Io sono un pò allergico! Potrei non apprezzare un bouquet di Iperico!!

L’iperico (Hypericum perforatum) è detto anche erba di San Giovanni. Perché anticamente chi si trovava per la strada nella notte della vigilia, quando le ridde fatate si recavano a frotte verso il luogo del convegno annuale, ci si proteggeva infilandoselo sotto la camicia insieme con altre erbe, dall’aglio all’artemisia alla ruta. Il suo stretto legame con il Battista sarebbe testimoniato dai petali che, strofinati fra le dita, le macchiano di rosso perché contengono un succo detto per il suo colore «sangue di san Giovanni».

Ippocrate e Dioscoride sostenevano che il suo nome significava «al di sopra», ossia più forte delle apparizioni d’oltretomba, del mondo infero. Per questo motivo era soprannominato anche «cacciadiavoli» . Guariva i morsi dei serpenti, ma figurava anche fra i rimedi consigliati contro gli attacchi di epilessia e le bruciature. Ancora oggi è usato contro le ustioni.

Una volta in molti Paesi europei coloro che danzavano nella notte di San Giovanni intorno al fuoco si cingevano le tempie con fronde di questa pianta. Poi, spenti i fuochi, le gettavano sui tetti delle case per preservarle dal fulmine. Nel Medioevo veniva appeso alle finestre e sulle porte per impedire ai demoni di entrare nelle case. E quando nemmeno le preghiere degli esorcisti erano riuscite a liberare una donna indemoniata, le si mettevano in seno alcune sue foglie e altre si sparpagliavano nella sua abitazione.

Era anche usato durante le crociate dai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme per curare le ferite. In effetti, è una delle piante più efficaci nella medicazione delle ferite sanguinanti, e tutti i vecchi libri di medicina raccomandavano il balsamo ricavato dalle foglie e dai fiori macerati nell’olio e anche il vulnerario ottenuto dentro il vino.Le foglie dell’ Hypericum perforatum, osservate controluce, sono costellate di ghiandole translucide di essenza che sembrano tanti piccoli fori trasparenti, simili a perforazioni, a ferite. Questa sua caratteristica spinse i contadini della Vandea a sceglierlo come l’ erba più adatta a simboleggiare il corpo del Cristo flagellato; sicché, come riferisce Louis Charbonneau-Lassay, lo si soprannominò «erba della Flagellazione».

Un altro iperico, il tetrapterum, è invece utilizzato nei paesi anglo sassoni per evitare malattie e malocchio, ma deve essere trovato per caso e messo sotto l’ ascella sinistra. Pare sia anche prezioso per cacciare i fantasmi dalle case inglesi. Una leggenda narra che in un palazzo londinese del XVII secolo un fastidioso fantasma agitava i tendaggi durante la notte. Dopo inutili tentativi di allontanarlo, il padrone di casa si rivolse esasperato non a un esorcista ma a un medico che era considerato anche un mago. Il saggio dottore pose sotto il cuscino del cliente un mazzetto dell’Hypericum tetrapterum, che ebbe la virtù di cacciare per sempre quell’inquietante presenza.

L’olio di iperico è un oleolito ottenuto dalla macerazione dei fiori di Hypericum perforatum in un olio vegetale, e dotato di una potente azione cicatrizzante, utilissimo in caso di ustioni, scottature, ferite e piaghe da decubito. “Serbatoio” naturale di carotene (provitamina terpenica contenuta nelle carote e in numerosi vegetali a cui conferisce colorazione rossa o arancio, che il nostro organismo trasforma in vitamina A) e flavonoidi (ipericina, rutina, quercetina e l´iperoside), l’olio di iperico è ricco di proprietà ed è conosciuto anche col nome di olio di San Giovanni.

L’iperico, infatti, è chiamato erba di San Giovanni, perché il giorno dedicato a questo santo corrisponde al 24 giugno, che coincide col tempo della raccolta e preparazione di questo meraviglioso rimedio naturale. Il tempo balsamico di questa pianta cade esattamente col solstizio d’estate, quasi a simboleggiare la raccolta dell’energia solare, che questa pianta racchiude in sé. Non solo, è l’unico tra gli oleoliti la cui macerazione non avviene al buio, ma alla luce del sole diretta, per l’intera durata di un ciclo lunare.

Come si prepara l’olio di iperico

La ricetta più antica per la preparazione dell’olio di iperico prevede la raccolta manuale dei fiori, su terreni lontani dal traffico e situati in zone incontaminate. I fiori ancora freschi vanno messi in un vasetto di vetro a chiusura ermetica, e ricoperti di olio di oliva o di semi di girasoleSi chiude il contenitore e si espone al sole per 1 mese circa. Già dopo qualche giorno l’olio assume un’intensa colorazione rosso rubino. È necessario capovolgere il vaso di tanto in tanto al fine di ottimizzare l’estrazione dei principi attivi. Terminato il tempo di esposizione al sole, 
si recupera tutto l’olio, filtrandolo con una stoffa sottile, per poi travasarlo in una bottiglia di vetro scuro che abbia sempre la chiusura ermetica

L’azione dell’olio di iperico sulle ustioni

Perché le proprietà dell’olio di iperico si espletino al massimo, è bene applicarlo direttamente sulle piaghe provocate da ustioni sulle quali è in grado di eliminare totalmente il dolore già dopo pochi minuti e fintanto che si tiene la piaga coperta con olio di iperico il dolore non ricompare. La cicatrizzazione delle lesioni, anche di quelle più gravi, avviene molto rapidamente e senza i raggrinzamenti tipici delle cicatrici da ustioni. Ma vediamo come agisce caso per caso.

  • Nelle ustioni di primo grado, come l’eritema solare, generalmente sono sufficienti un paio di applicazioni di olio di iperico per risolvere il problema.
  • Per le ustioni di secondo grado, caratterizzate dalla formazione di bolle d’acqua, l’olio di iperico impedisce la necrosi della pelle sollevata, arresta il processo di essudazione che porta al rapido accrescimento delle vesciche, grazie all’azione dell’ipericina sul circolo capillare danneggiato e permette la rigenerazione dei tessuti lesionati, senza che queste vengano mai a contatto con l’esterno e quindi con i batteri. Ciò è dovuto, non solo all’azione antibatterica dei principi attivi contenuti nell’iperico, ma anche al fatto che l’epidermide sollevata non si stacca fino alla completa cicatrizzazione della parte sottostante.
  • Nelle ustioni di terzo grado: le bolle non si formano perché la pelle è stata bruciata. In questo caso l’olio di iperico manifesta appieno le sue proprietà vasoprotettrici e di diminuzione della permeabilità vasale arrestando la trasudazione delle aree ustionate che, nei casi gravi, interessano un’ampia superficie del corpo e rappresentano la principale causa di decesso. La cicatrizzazione è veloce senza raggrinzamenti, mentre le piaghe non si infettano.

Proprietà e benefici dell’olio di iperico

L’olio di iperico è impiegato fin dall’antichità per le sue proprietà cicatrizzanti ed emollienti, capaci di stimolare la rigenerazione cellulare. Per questo il motivo è usato da sempre contro le ustioni, l’eritema solare, in caso di macchie della pelle, psoriasi, secchezza della cute del viso e del corpo, invecchiamento cutaneo, piaghe da decubito, smagliature, cicatrici, e segni provocati dall’acne.
Di questa preparazione si potrebbe dire che è un vero trattamento di salute, e probabilmente uno dei prodotti antirughe e anti-invecchiamento più potenti ed efficaci che esista in natura. Inoltre possiede un’azione analgesica sui dolori articolari.

Descrizione della pianta
(Hypericum perforatum)
Molto comune nei terreni asciutti, lungo i margini delle strade, ai bordi di campi e nelle radure, cresce fino a 1600 m d’altitudine, la pianta con corto rizoma e fusto eretto (1 m.), legnoso e ramificato. Le foglie sono opposte ovali o oblunghe, picchiettate di minuscole ghiandole trasparenti (contenenti l’olio essenziale) che in controluce assomigliano a forellini e gli conferiscono l’appellativo “perforato”. I fiori, di colore giallo intenso, sono riuniti in una sorta di corimbo, compaiono in estate; se stropicciati colorano la pelle di rosso. Tutta la pianta emana un odore gradevole.

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One thought on “Iperico caccia folletti!

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