Faggio

Custode della conoscenza accumulata,
Roccaforte della memoria della vita,
Passerai, oggi, su di noi?
Di cosa abbiamo bisogno per crescere come te?
Dal profondo del nostro cuore tranquillo
Estendiamo le nostre foglie splendenti,
gettando le rune prescelte come frecce,
Per sviluppare una forza solida come la tua.

Ha il tronco simile alla zampa di elefante. E’ l’albero prediletto come dimora dalle fate. E’ quindi un sacrilegio abbatterne uno. Più di una volta le famose ridde notturne al chiaro di luna sono partite dai meravigliosi faggi.

Sotto le sue frondose fronde crescono poche erbe, si parla quindi di “dominazione” del faggio. Raggiunge eccezionalmente i 300 anni. È originario dell’Europa. Plutarco scrive “ con un suo ramo al suo tocco è possibile immobilizzare un serpente”. I suoi frutti si chiamano le faggiole.

Non molti alberi, se si escludono la betulla e l’ acero, portano il marchio di un pianeta così chiaramente come il faggio, che rappresenta al massimo grado l’incarnazione delle influenze di Saturno. Il principio originale di Saturno è la “forza che isola un essere da ciò che lo circonda, lo individualizza, in modo che possa sviluppare un ritmo interno suo proprio” (Steiner)

Invece di espandersi nello spazio circostante come l’ acero, questi albero ha la tendenza a creare il suo spazio personale, proprio come l’abete. Rivela il principio saturnino della contrazione, compressione e isolamento in moltissimi modi.

Anche le altre caratteristiche del faggio sono tipiche di Saturno: gli effetti medicinali rinfrescanti, e astringenti, la relazione con la scrittura (Saturno – colui che conserva) e gli effetti della sua essenza floreale che spalanca le porte dell’isolamento, ma allo stesso tempo rafforza la disciplina e la costanza.

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