Epona

La dea-giumenta Epona associa la
virilità e la potenza del cavallo ai
poteri generativi e spirituali delle dee
madri. In qualità di guardiana dei
morti e di coloro che sono in pericolo, 

trasporta gli esseri fatati defunti oltre gli abissi
dell’oceano e spalanca le porte dell’Altroregno. 

La sua presenza reca
compagnia e protezione durante le situazioni di pericolo,

 di insicurezza e nei momenti in cui la salute 
e il benessere sono compromessi. 
Ugualmente a suo agio sulla terra, in mare
e nell’Altroregno, Epona viene onorata 

da tutto il Popolo del Sidhe.

È sempre accompagnata da un cavallo, spesso da diversi cavalli o puledri che succhiano dai suoi capezzoli. Raffigurata come una splendida donna che cavalca una giumenta all’amazzone, oppure come una giumenta dalla testa di donna, Epona regnava sia come guardiana dell’inizio e della fine della vita sulla terra e nel mondo di Luce, sia come sovrana di luoghi particolari. 
Oltre alla giumenta, il tratto distintivo delle rappresentazioni di Epona è quello di guardiana dei defunti che conduce all’Altroregno. Inoltre porta con se delle chiavi, talvolta semplici chiavi di stalle ma più spesso chiavi che aprono le porte dell’ Altroregno. Sempre presente nella storia mitologica, Epona è nota anche come Macha in Irlanda e Rhiannon nel Galles. Nel Tàin Bò Cualinge (La Razzia del Castello di Cooley), viene costretta dal re a gareggiare con i suoi cavalli. Epona vince la corsa, dando alla luce due gemelli mentre muore al traguardo, maledicendo gli uomini dell’Ulster per nove generazioni, come vendetta divina per la loro crudeltà. Nel Primo Ramo del Mabinogion gallese, Pwyll Signore di Dyfed vede Rhiannon e il suo cavallo divino durante il loro primo incontro. Mentre l’ amazzone si avvicina, Pwyll vede

una donna vestita di brillante broccato d’oro che cavalcava un grande cavallo pallido…E chiunque avesse visto il cavallo avrebbe detto che si stava muovendo con passo lento ma deciso… Pwyll montò in sella ma proprio in quel momento la signora a cavallo lo oltrepassò. Diede uno strattone al suo destriero imbizzarrito e lo fece voltare per seguirla certo di poterla raggiungere in pochi istanti eppure non riuscì ad avvicinarsi… Allora Pwyll la chiamò: “Signora in nome dell’amore dell’uomo che più amate fermatevi!”. “Mi fermerò volentieri” disse lei ” e sarebbe stato meglio per il vostro cavallo se me lo aveste chiesto prima”. 

Mentre leggete questa pagina il Mezzo Elfo consiglia l’ascolto della canzone “Epona” all’interno dell’album “The Celts” di Enya (1992)

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